La maggior parte delle borse asiatiche ha registrato un calo con vendite consistenti sulle azioni tecnologiche a causa della debolezza di Wall Street e della diffidenza degli investitori nei confronti del settore in vista dei conti del gigante dei chip Tsmc (Taiwan Semiconductor Manufacturing) che permetteranno di valutare l'andamento della domanda globale di chip negli ultimi tre mesi.
Secondo un sondaggio Reuters, Tsmc dovrebbe registrare un calo del 27% dell’utile nel secondo trimestre del 2023 e del 13% dei ricavi. Le azioni del più grande produttore di chip al mondo sono rimaste ferme, mentre l'indice Taiwan Weighted è salito leggermente. Anche altri indici tecnologici sono stati messi sotto pressione dai deboli segnali statunitensi. Il Kospi della Corea del Sud è rimasto piatto, con i produttori di chip SK Hynix e Samsung Electronics, in calo, rispettivamente, dell'1,3% e dello 0,6%.
L’indice Nikkei giapponese è stato il peggior performer con un calo dell'1,11% a 32.531 punti sempre a causa delle forti perdite dei principali titoli tecnologici. Il produttore di apparecchiature per il test dei semiconduttori Advantest Corp. è sceso del 4,4%. Quanto ai dati macro il Giappone ha registrato a sorpresa un avanzo commerciale di 43,05 miliardi di yen (308,5 milioni di dollari) a giugno, è la prima volta in 23 mesi che la terza economia mondiale si trova con il segno più davanti al dato della bilancia commerciale. A maggio il deficit era stato 1.380 miliardi di yen.
L'indice Hang Seng di Hong Kong è salito solo dello 0,16%, con le perdite dei pesi massimi della tecnologia che hanno ampiamente compensato il lieve recupero dei titoli del settore farmaceutico. Inoltre, le azioni dei produttori cinesi di veicoli elettrici BYD, NIO Inc e Xpeng sono salite tra lo 0,5% e l'1,5% negli scambi a Hong Kong, dopo che il colosso Usa di Elon Musk, Tesla, nel secondo trimestre del 2023 è tornato a mettere a segno una crescita degli utili e ha battuto le attese a livello di fatturato (4,93 miliardi di dollari rispetto alle stime di 24,48 miliardi). Ma i margini di profitto sono calati e soprattutto l’outlook ha deluso tanto che il titolo al dopo mercato ha ceduto circa il 4%.
Stesso trend per gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite, scesi, rispettivamente, dello 0,26% e dello 0,29%, estendendo le perdite alla quarta sessione consecutiva dopo i dati poco incoraggianti sul Pil del secondo trimestre del 2023. I listini cinesi non hanno beneficiato dei provvedimenti annunciati dalla banca centrale. Lasciati i tassi di interesse invariati, come previsto dagli economisti, la Banca Popolare della Cina ha fissato un parametro sul cambio più in basso di quello che si aspettava il mercato e ha rivisto le norme sui finanziamenti in arrivo dall’estero. Quest’ultimo provvedimento dovrebbe favorire nel medio-lungo periodo l’afflusso di capitali. Piatto, infine, l'indice australiano ASX 200 dopo che i dati hanno mostrato che il mercato del lavoro del Paese è rimasto resistente fino a giugno, uno scenario che potrebbe attirare ulteriori aumenti dei tassi da parte della Reserve Bank. Sul fronte valute, lo yen sale sul dollaro: il cross dollaro/yen scambia a 139 (-0,19%), il dollaro cede anche nei confronti dell’euro che vale 1,12203 (+0,25%). I futures di Wall Street anticipano un avvio cauto (+0,01% quello sul Dow Jones e -0,13% quello sull’S&P500). (riproduzione riservata)