Borse asiatiche in frazionale rialzo nella prima seduta di settembre grazie ai dati inaspettatamente positivi sull'attività manifatturiera cinese e alle ulteriori misure di stimolo nel Paese, che deve far fronte a una lenta ripresa economica post-Covid. Misure che hanno contribuito a migliorare il sentiment prima dei tanto attesi dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti.
Nello specifico, per sostenere il suo mercato immobiliare in difficoltà, Pechino ha annunciato una riduzione degli esborsi anticipati a carico degli acquirenti di prime e seconde case. Inoltre, la Banca Popolare Cinese (PBoC) ha tagliato le riserve minime in valuta straniera che le banche sono tenute a detenere. La mossa ha lo scopo di liberare più riserve in dollari, sostenendo lo yuan contro i crescenti venti contrari economici. Ma lo yuan non sale, il cross dollaro/yuan scambia, infatti, a 7,2649 (+0,09%). Anche gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono aumentati ma poco, rispettivamente, dello 0,01% e dello 0,13%, nonostante un indice Pmi manifatturiero di Caixin/S&P Global tornato a espandersi ad agosto a 51, oltre la soglia dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione, da 49,2 di luglio e oltre le attese del consenso degli economisti a 49,3, segnando la lettura più alta da febbraio.
Invece, le negoziazioni a Hong Kong sono state sospese a causa del tifone Saola, che dovrebbe toccare terra nella provincia cinese del Guangdong più tardi.
L’indice Nikkei della borsa del Giappone è aumentato dell'0,52% a 32.789 punti e il più ampio Topix dello 0,9%, ignorando i dati deboli sull'attività manifatturiera: il Pmi manifatturiero è rimasto, infatti, in contrazione per il terzo mese consecutivo, attestandosi ad agosto a quota 49,6, invariato rispetto al mese precedente. Di fronte a una fiducia del cliente debole, le condizioni economiche modeste hanno pesato sui nuovi ordini, sebbene alcune aziende abbiano menzionato il lancio di nuovi prodotti per compensare parzialmente il calo. Mentre il Kospi della Corea del Sud è salito leggermente (+0,19%) dopo che i dati hanno mostrato un certo miglioramento delle importazioni ed esportazioni del Paese. Infine, l'indice ASX 200 dell'Australia è sceso dell'0,4%.
In campo valutario, lo yen è piatto. Il cross dollaro/yen viaggia, infatti, stabile a 145,517, idem l’euro che vale 1,084 dollari in attesa dei dati macro: alle 14:30 i non farm payroll ad agosto (precedente: 187.000 punti), il tasso di disoccupazione ad agosto (precedente: 3,5%) e la retribuzione media oraria ad agosto (precedente: +0,4% mese su mese). Qualsiasi segnale di resilienza nel mercato del lavoro offrirà alla Fed maggior margine di manovra per continuare ad aumentare i tassi di interesse, una situazione che non giova ai mercati asiatici. Sebbene i dati pubblicati questa settimana abbiano mostrato che l'economia statunitense si sta raffreddando, si prevede che la forza della spesa dei consumatori e del mercato del lavoro mantenga l'inflazione stabile e la Fed falco.
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