La maggior parte delle Borse asiatiche ha registrato un leggero calo. Gli investitori sono rimasti cauti in attesa di ulteriori indicazioni sull'inflazione e sui tassi di interesse negli Stati Uniti, mentre Alibaba ha subito pesanti perdite dopo le dimissioni a sorpresa del numero uno della divisione cloud.
L'indice Hang Seng di Hong Kong è stato il peggiore con un calo del 1,11%, a causa del crollo delle azioni tecnologiche. Alibaba ha perso più del 3% dopo che il gigante dell'e-commerce ha annunciato che il ceo uscente, Daniel Zhang, si dimetterà anche dalla carica di numero uno dell'unità cloud. «Eddie Yongming Wu assumerà la carica di presidente e ceo ad interim dell'unità cloud e assumerà anche la carica di ceo della società, con effetto immediato», ha dichiarato Alibaba in un comunicato.
La mossa è inaspettata dato che Zhang doveva guidare l'unità cloud di Alibaba mentre l'azienda si sta preparando a una suddivisione in sei parti. Il colosso dell’e-commerce ha dichiarato che proseguirà come previsto con la scissione dell'unità cloud con un proprio team di gestione separato. Nei giorni scorsi aveva anche accennato a una possibile quotazione della divisione. Mentre i media hanno riferito nel fine settimana che il gruppo sta considerando di sospendere i piani per quotare la sua catena di supermercati Freshippo, a causa di una valutazione più debole del previsto.
Alibaba aveva annunciato all'inizio di quest'anno che Zhang avrebbe lasciato il ruolo di ceo, nell'ambito di un piano di suddivisione delle sue attività principali in sei entità separate. Ma sarebbe rimasto a guidare l'unità cloud. Zhang si era unito ad Alibaba nel 2007 e aveva svolto un ruolo chiave nelle acquisizioni dell’azienda. Nominato ceo nel 2015, aveva assunto la presidenza della società nel 2019, succedendo al co-fondatore, Jack Ma, in entrambi i ruoli. Comunque, secondo una lettera interna visionata dall’agenzia Reuters, Zhang continuerà a lavorare con Alibaba che investirà 1 miliardo di dollari in un fondo tecnologico da lui istituito. La suddivisione in sei parti di Alibaba è stata in gran parte vista come un modo per placare i regolatori cinesi, che avevano perseguitato l'azienda negli ultimi tre anni con una serie di multe e indagini antitrust. Ma il contesto regolatorio in Cina ora sembra migliorato, soprattutto mentre il Paese fa leva sulle sue più grandi società internet per stimolare una ripresa economica in rallentamento.
L’indice Nikkei del Giappone è sceso dello 0,54% in seguito alle dichiarazioni del governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, secondo cui la banca centrale potrebbe considerare la possibilità di abbandonare i tassi di interesse negativi, mettendo fine a decenni di sostegno monetario alle azioni locali. Ueda ha dichiarato a un quotidiano locale che la BoJ avrà abbastanza dati entro la fine dell'anno per stabilire se i tassi debbano rimanere negativi. In campo valutario, il dollaro flette dell’1,11% a 146,095 nei confronti dello yen e l’euro avanza dello 0,42% a 1,073 dollari.
L'indice Asx 200 dell'Australia è rimasto invariato, sostenuto da un certo ottimismo riguardo alla Cina, invece il Kospi della Corea del Sud è salito dello 0,32% grazie alla ripresa di alcune azioni tecnologiche locali. In generale, però, l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense (il Treasury a 10 anni rende il 4,3%), in previsione dei dati chiave sull'inflazione Usa previsti questa settimana (future sul Dow Jones +0,14% e sull’S&P500 +0,27%), ha messo sotto pressione la maggior parte delle azioni tecnologiche asiatiche, complice anche la potenziale escalation nella guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina dopo che Pechino ha vietato ai funzionari governativi l'uso dell'iPhone di Apple.
I listini cinesi sono saliti dopo che i dati pubblicati nel fine settimana hanno mostrato un miglioramento dell’inflazione. Gli indici CSI 300 di Shanghai Shenzhen e Composite di Shanghai sono aumentati, rispettivamente, dello 0,88% e dello 0,91%, poiché i dati pubblicati sabato hanno mostrato un aumento su base annua dell’indice dei prezzi al consumo ad agosto dello 0,1%. L’inflazione core è avanzata su base annua dello 0,8%. Ma l’inflazione misurata dall’indice dei prezzi alla produzione è scesa su base annua del 3%, come da attese. I dati sono stati accompagnati da ulteriori misure di stimolo da parte del governo cinese, in particolare da un ulteriore allentamento delle restrizioni sul mercato immobiliare.
Oltre allo yen si è rafforzato anche lo yuan in scia alle minacce delle autorità. I regolatori prenderanno provvedimenti per correggere i movimenti unilaterali del mercato ogni volta che sarà necessario e sono fiduciosi che riusciranno a mantenere lo yuan sostanzialmente stabile, ha affermato la Banca Popolare Cinese. «I partecipanti al mercato dei cambi dovrebbero mantenere volontariamente un mercato stabile», si legge nella dichiarazione della PBoC. Dovrebbero «evitare risolutamente comportamenti che disturbino il mercato con operazioni speculative».
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