La maggior parte delle borse asiatiche è scesa dopo che i datori di lavoro statunitensi del settore privato hanno assunto più persone del previsto a dicembre, suggerendo che il mercato del lavoro continua a essere forte, il che dovrebbe continuare a dare sostegno all'economia. Il rapporto Adp sull'occupazione nazionale ha, infatti, mostrato un aumento di 164.000 posti di lavoro il mese scorso, il maggior incremento mensile da agosto. Gli economisti avevano previsto un aumento degli occupati privati di 115.000 unità. Il che, secondo gli economisti di Ing, dà alla Fed meno spinta per iniziare una politica di allentamento aggressiva. Tanto che gli esperti si aspettano che eventuali tagli dei tassi inizieranno solo a maggio. Lo strumento Cme Fedwatch mostra che i trader prezzano una probabilità di quasi il 63% di un taglio dei tassi di 25 punti base a marzo dal 73,4% visto la settimana scorsa. I futures sugli indici azionari statunitensi scendono (-0,38% quello sul Dow Jones e -0,11% quello sull’S&P500).
I volumi di trading in Asia sono stati smorzati dalla festività in Giappone. L'attenzione è incentrata sui dati sull'inflazione di Tokyo a dicembre, attesi martedì. Inoltre, gli sforzi di ricostruzione a seguito dei danni per il devastante terremoto ritarderanno quasi sicuramente i piani della Banca del Giappone (BoJ) di allentare la sua politica ultra-accomodante.
L’indice Asx 200 dell'Australia è sceso dello 0,81% prima dei dati sull'inflazione, sul commercio e sulle vendite al dettaglio attesi più avanti questa settimana. Gli indici Csi 300 e Ssec di Shanghai Shenzhen in Cina sono calati, rispettivamente, dell’1,3% e dello 0,85%, estendendo le perdite dell'anno nuovo. Ci si aspetta che i dati sull'inflazione e sul commercio previsti più avanti questa settimana riflettano la debolezza dell'economia cinese.
Il peggiore è stato l’indice Hang Seng di Hong Kong, scivolato del 2,17%. Evergrande New Energy Vehicle (Nev), la controllata delle auto elettriche del colosso immobiliare cinese Evergande in default da fine 2021, ha riferito "di aver appreso che il suo direttore esecutivo nonché vice presidente, Liu Yongzhuo, è stato arrestato" perché sospettato di "alcuni reati”. Il che ha fatto crollare il valore dell’azione del 23% al momento della ripresa delle negoziazioni, dopo la sospensione in attesa del comunicato, fino a 0,32 dollari di Hong Kong, ma hanno poi riguadagnato terreno e ora sono in ribasso del 6%. Il titolo è crollato del 18,6% nella prima settimana del 2024 dopo che, lo scorso lunedì, ha annunciato che i piani per vendere azioni a Nwtn, quotata negli Stati Uniti, sono stati abbandonati. Anche Hui Ka Yan, presidente e fondatore della casa madre Evergrande Group, il costruttore immobiliare più indebitato al mondo, è sotto indagine per presunti reati, secondo quanto comunicato alla fine di settembre.
In generale, i mercati asiatici sono scesi nella loro prima settimana di negoziazione del 2024, in mezzo ai crescenti dubbi sul fatto che la Fed ridurrà i tassi di interesse già a marzo. Il sentiment è stato condizionato anche dalle persistenti preoccupazioni per il conflitto in Medio Oriente, poiché la guerra tra Israele e Hamas non mostra segni evidenti di de-escalation. Oltre ai dati sull'inflazione di diverse importanti economie asiatiche, l'attenzione questa settimana è anche rivolta all'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti a dicembre, atteso giovedì. Si prevede che la lettura mostri un lieve aumento dell'inflazione negli Stati Uniti, con l'indice Cpi destinato a rimanere ben al di sopra del target annuale del 2% della Fed. In attesa, il dollaro è piatto nei confronti dello yen: il cross dollaro/yen scambia a 144,277. «Il rimbalzo di +573 pip/+4,9% in cinque giorni visto dal cross dollaro/yen dal suo minimo del 28 dicembre 2023 di 140,25 al livello più alto intraday del 5 gennaio di 145,98 ha quasi raggiunto il livello di inversione chiave a 146,70», sottolinea Kelvin Wong, analista senior di Oanda, secondo il quale se la resistenza a breve termine di 146,70 non viene superata, una rottura al di sotto di 143,75 potrebbe innescare un potenziale movimento ribassista per esporre il cambio ai prossimi supporti intermedi a 142,20 e a 140,70/25, seguiti da 139,20 successivamente. D'altra parte, un superamento di quota 146,70 invaliderebbe lo scenario ribassista, aprendo la strada alle prossime resistenze intermedie a 147,45 e a 148,30.
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