Borse asiatiche in forte rialzo poiché i dati sulle buste paga non agricole negli Stati Uniti, più deboli del previsto, hanno alimentato le aspettative secondo cui la Federal Reserve ha terminato il suo ciclo di rialzi dei tassi. Ora l’attenzione si sposta sui prossimi dati macroeconomici provenienti dalla Cina.
In scia alla chiusura positiva di Wall Street gli indici ad alto contenuto tecnologico hanno registrato le migliori performance della giornata in Asia, complice anche il calo del dollaro e dei rendimenti dei Treasury Usa (al 4,587% quello del 10 anni). Il Kospi della Corea del Sud ha registrato un vero e proprio rally del 4,35%, raggiungendo il massimo da oltre due settimane dopo che il Governo sudcoreano ha annunciato il divieto totale di vendite allo scoperto fino a giugno 2024 per consentire alle autorità di regolamentazione di migliorare le regole e i sistemi di negoziazione, secondo quanto ha spiegato la Commissione per i Servizi Finanziari. L’utilizzo delle azioni prese in prestito, in particolare, sarà vietato per le società dell'indice Kospi 200 e Kosdaq 150 fino alla fine di giugno. «Abbiamo scoperto una massiccia attività illegale di vendita allo scoperto da parte di banche d'investimento», ha denunciato il presidente della Commissione per i servizi finanziari, Kim Joo-hyun. Kim Joo-hyun. La mossa arriva dopo che il mese scorso il Governo ha inflitto multe record a due banche per le vendite allo scoperto.
Bene anche l’indice Nikkei giapponese, balzato del 2,37% a 32.708 punti, traendo supporto anche dai dati che hanno mostrato che il settore dei servizi del Paese è cresciuto più del previsto a ottobre. Il governatore della Banca del Giappone (BoJ), Kazuo Ueda, ha dichiarato che è improbabile che il Paese torni in deflazione. «Il tasso di inflazione non tornerà all'intervallo tra lo 0% e l'1%, che era il livello pre-pandemico», perché si prevede che il circolo virtuoso tra salari e prezzi si rafforzerà, ha detto Ueda.
In crescita anche l’indice Asx 200 australiano, salito dello 0,28%, superando nell’intraday il livello di 7.000 per la prima volta in oltre due settimane con Westpac Banking Corp in rialzo del 3,3% dopo aver registrato un balzo del 26% dell’utile annuale e aver annunciato un riacquisto di azioni da 975 milioni di dollari. Ma i guadagni sono stati limitati in vista della riunione della Reserve Bank of Australia di martedì. Si prevede che la banca centrale alzerà i tassi di interesse di 25 punti base, a seguito della ripresa dell’inflazione nell’ultimo trimestre.
Meglio l’indice cinese Shanghai Shenzhen CSI 300, salito del 2,02%, mentre l'indice Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,80%. Anche l’indice Hang Seng di Hong Kong è migliorato dell’1,55%, sostenuto principalmente dai titoli tecnologici. Questa settimana l’attenzione si concentrerà sui principali dati relativi al commercio e all’inflazione della più grande economia asiatica, che dovrebbero offrire maggiori informazioni sulla ripresa economica, ancora lenta. Ma si prevede che questa debolezza economica attirerà anche ulteriori misure di stimolo da parte di Pechino, con il Governo che ha recentemente annunciato un’emissione di obbligazioni da 1 trilione di yuan (140 miliardi di dollari) nel quarto trimestre del 2023. «Nel lungo termine, una ripresa più sostenibile dei mercati azionari cinesi e di Hong Kong dipende principalmente dalla risoluzione della persistente crisi di liquidità nel settore immobiliare cinese e dalla normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Cina a livello geopolitico e commerciale», sottolinea Kelvin Wong, senior market analyst di Oanda. «Sfortunatamente, l'insorgere di sviluppi positivi in questi aspetti chiave è ancora incerto».
Intanto a Taiwan Foxconn, il più grande produttore di elettronica su commessa al mondo e uno dei principali fornitori di Apple, domenica ha confermato le sue precedenti previsioni di forti vendite per le festività di fine anno, affermando che i clienti stanno acquistando bene in Cina e negli Stati Uniti. Il quarto trimestre è tradizionalmente la stagione più calda per le aziende tecnologiche taiwanesi che si affrettano a fornire smartphone, tablet e altri prodotti elettronici ai principali fornitori, come Apple, per le festività di fine anno nei mercati occidentali. Foxconn ha comunicato che «la previsione di crescita significativa nel quarto trimestre rispetto al terzo rimane invariata». Il mese scorso i ricavi del gruppo hanno raggiunto 741,2 miliardi di dollari, -4,56% su base annua e +12,2% rispetto a settembre. Foxconn pubblicherà i risultati del terzo trimestre il 14 novembre. Il titolo Foxconn è sceso dello 0,38% alla Borsa di Taipei. (riproduzione riservata)