La maggior parte delle Borse asiatiche è salita con i titoli tecnologici che hanno recuperato le forti perdite di questa settimana in scia ai conti superiori alle attese di Amazon (l’utile netto è salito a 9,9 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2023 rispetto ai 2,87 miliardi di dollari dell’anno precedente) e al calo dei rendimenti dei Treasury Usa (al 4,859% quello del 10 anni) con la riunione della Fed della prossima settimana (manterrà i tassi invariati, ma la porta resta aperta per almeno un altro rialzo quest’anno) destinata a determinarne ancora la direzione. L’incertezza sulla guerra tra Israele e Hamas e l’aumento dei rendimenti hanno portato i mercati asiatici a registrare forti perdite questa settimana. Anche gli utili mediocri di alcuni colossi di Wall Street hanno fornito segnali deboli, in particolare al settore tecnologico.
L’indice Kospi della Corea del Sud sale dello 0,21% grazie ai titoli automobilistici e della costruzione navale. Il fornitore di componenti per auto, Hyundai Mobis, guadagna il 3,5% in vista degli utili del terzo trimestre del 2023, mentre la casa automobilistica madre, Hyundai Motor, sale dell'1,3% dopo i risultati del terzo trimestre superiori al consenso pubblicati ieri, 26 ottobre. Acquisti anche sul costruttore di navi, HD Hyundai Heavy Industries (+3,3%), mentre Samsung Electronics, peso massimo dell'indice, avanza dello 0,3%, ma è stato tra i peggiori questa settimana con un ribasso del 2,7%.
Proprio le perdite dei titoli tecnologici giapponesi hanno messo l’indice Nikkei sulla buona strada per un calo settimanale dell’1%, anche se oggi, 27 ottobre, l’indice rimbalza dell’1,37% a 31.019 punti grazie ai titoli delle società dell’elettronica e tecnologiche. Omron sale del 2,3%, Fujitsu dell'11% dopo che l'utile netto del secondo trimestre fiscale ha superato le aspettative degli analisti. Viceversa, Takeda Pharmaceutical perde il 7,4% dopo aver registrato una perdita netta nel secondo trimestre fiscale e aver tagliato le previsioni sull'utile netto dell’intero esercizio. L'azienda farmaceutica giapponese ha registrato una perdita netta di 48 miliardi di yen (319,2 milioni di dollari) nei tre mesi terminati il 30 settembre rispetto all'utile netto di 70,41 miliardi di yen stimato dagli analisti e all’utile di 61,7 miliardi di yen dello stesso periodo dell’anno precedente.
Hanno pesato le perdite per l’Alofisel, una terapia con cellule staminali per la malattia di Crohn, e per il farmaco contro il cancro ai polmoni, Exkivity, a seguito di risultati sfavorevoli degli studi. Di conseguenza, la società ha abbassato le previsioni sugli utili per l’anno fiscale che termina a marzo 2024, prevedendo che l’utile netto scenderà del 71% a 93,00 miliardi di yen (142 miliardi di yen la stima precedente). Dal fronte macro, l’inflazione a Tokyo è cresciuta più del previsto a ottobre, indicando una ripresa dell’inflazione a livello nazionale e attirando potenzialmente un atteggiamento più aggressivo da parte della Banca del Giappone (BoJ), quando si riunirà martedì prossimo.
L'Hang Seng di Hong Kong è tra gli indici migliori con un rialzo dell'1,11% e si mantiene sulla buona strada per una settimana leggermente positiva, anche se è ancora scambiato vicino al minimo degli ultimi 11 mesi raggiunto all’inizio di ottobre. Bene anche gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite, aumentati, rispettivamente, dell’1,07% e dello 0,50%. Hanno registrato la performance migliore in Asia questa settimana dopo che il Governo cinese ha annunciato una massiccia emissione di obbligazioni per stimolare la crescita economica. I dati macro hanno mostrato che i profitti delle industrie cinesi sono aumentati a settembre dell’11,9%, dopo l'impennata del 17,2% di agosto. Grazie all’ottimismo in Cina anche l’indice ASX 200 australiano è salito dello 0,5%.
In campo valutario, lo yen recupera leggermente nei confronti del dollaro: il cambio dollaro/yen scambia a 150,193 (-0,06%). Il biglietto verde flette leggermente anche nei confronti dell’euro che vale 1,056 (+0,05%). Invece, tra le materie prime, risalgono i prezzi del petrolio: Wti +1,59% a 84,53 dollari al barile e Brent +1,54% a 89,28 dollari al barile. Stabile il prezzo dell’oro a 1.997 dollari l’oncia. I futures di Wall Street anticipano un avvio positivo (+0,32% quello sul Dow Jones e +0,55% quello sull’S&P500). (riproduzione riservata)