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Asia in netto rialzo nel giorno della Fed. La BoJ sorprende e alza i tassi di interesse allo 0,25%, delineato un piano per ridurre le obbligazioni
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Asia in netto rialzo nel giorno della Fed. La BoJ sorprende e alza i tassi di interesse allo 0,25%, delineato un piano per ridurre le obbligazioni

31 luglio 2024, 07:13 Ultimo aggiornamento: 15:08

Le aspettative di una restringimento del differenziale dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Giappone hanno fatto rafforzare nell’ultima settimana lo yen al cambio col dollaro dai minimi di 38 anni, a quota 152. Balza il greggio dopo l’uccisione a Teheran il capo di Hamas. In Cina l’indice Pmi manifatturiero cala ma meno delle attese

Mercati asiatici in rialzo nel giorno della Fed. Alle 07:30 il Nikkei sale dello 0,24%, lo Hang Seng balza del 2%, mentre il Cina Shanghai e Szse Component salgono rispettivamente dell’1,8% e del 3%. Sale anche dello 0,47% il Kospi coreano. A spingere i mercati sono i dati macroeconomici che arrivano dalla Cina e l’inversione di rotta della Banca del Giappone (BoJ). In netto rialzo durante la seduta asiatica anche il petrolio (il Brent sale dell’1,8% a 79,5 dollari al barile, mentre il Wti segna un +1,9% a 76 dollari al barile) dopo la notizia dell’uccisione a Teheran del capo di Hamas Ismail Haniyeh. 

La BoJ sorpende e alza i tassi allo 0,25%

La banca del Giappone prosegue la stretta. La BoJ ha nuovamente aumentato i tassi di interesse proseguendo così di fatto la via della normalizzazione della politica monetaria ultra espansiva, in attesa di ulteriori segnali di ripresa dai consumi. Al termine della riunione di due giorni il comitato guidato dal governatore Kazuo Ueda ha optato per un rialzo dei tassi di interesse allo 0,25%, da una fascia compresa tra lo zero e lo 0,1%, un livello che non si vedeva dal 2008. Il rialzo è il secondo dopo quello del 19 marzo scorso quando la banca aveva deciso di porre fine alla politica di tassi negativi degli ultimi 17 anni. La BoJ ha inoltre optato per una riduzione regolare degli acquisti di asset nei prossimi due anni. La banca, in particolare, ha annunciato un piano per ridurre i suoi acquisti di titoli di stato giapponesi. Gli acquisti mensili saranno ridotti a 3 mila miliardi di yen entro il primo trimestre del 2026 rispetto al ritmo attuale di 6 mila miliardi di yen. L’istituto ha però messo in guardia sui rischi inflattivi, dovuti ai più alti costi dei beni importati, rivedendo al rialzo le previsioni sull'inflazione per l’anno fiscale 2025 al 2,1% dall’1,9%.

La decisione della BoJ anticipa la conclusione odierna della riunione della Federal Reserve, che, con ogni probabilità non ridurrà il costo del denaro ma darà indicazioni per una prima mossa a settembre. Le aspettative di una restringimento del differenziale dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Giappone hanno fatto rafforzare nell’ultima settimana lo yen al cambio col dollaro dai minimi di 38 anni, a quota 152. 

In Cina cala l’attivià manifatturiera ma meno del previsto

L’attività dell’industria manifatturiera cinese è rimasta in territorio di contrazione per il terzo mese consecutivo nel mese di luglio. L’indice Pmi si eè attestato a 49,4 punti invece che al 19,5 di giugno, anche se leggermente migliore della previsione degli analisti, che era a 49,3.  

Qualsiasi valore sopra la soglia dei 50 rappresenta una crescita dell’attività del settore rispetto al mese precedente, mentre uno sotto rappresenta una contrazione. Dei cinque sottoindici che compongono il Pmi manifatturiero, l'unico che ha resistito in area di espansione è stata la produzione, mentre quelli dei nuovi ordini - fondamentali per misurare la domanda -, delle scorte di materie prime, dell'occupazione e dei tempi di consegna sono rimasti tutti sotto la soglia di 50 punti.

In Australia aumenta l’inflazione

In Australia l’inflazione nel secondo trimestre è aumentata dell’1% rispetto al trimestre precedente, mentre è salita del 3,8% su base annua. Anche il tasso di inflazione di giugno si era attestato al 3,8%, in linea con le aspettative ma in rallentamento rispetto al 4% registrato a maggio. Un dato più debole sull’inflazione potrebbe aprire la possibilità di tagli dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia, o almeno scoraggiarla dall’aumentarli, un’ipotesi d’azione discussa durante l’ultima riunione di politica monetaria. (riproduzione riservata)



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