I mercati azionari asiatici hanno seguito l’intonazione positiva di Wall street e sono saliti, non i listini cinesi anche se Pechino ha introdotto ulteriori misure per sostenere la crescita economica, mentre gli economisti scommettono che la Fed manterrà i tassi di interesse fermi la prossima settimana nonostante la lettura forte sull'inflazione.
Forte impennata per le azioni tecnologiche grazie all’esordio con il botto al Nasdaq del progettista di chip Arm Holdings. La società madre di Arm, il conglomerato tecnologico giapponese SoftBank Group, è cresciuta oltre il 2% a Tokyo, contribuendo all'aumento dell'indice Nikkei dell’1,35% a 33.615 punti. L'indice giapponese sta recuperando il picco degli ultimi 33 anni. Bene anche i titoli automobilistici ed energetici: Nissan Motor è balzata del 3% e Toyota Motor del 2,1%, Eneos Holdings del 2,5% e Inpex dell'1,9% grazie all’aumento del prezzo del greggio (Wti +0,75% a 90,84 dollari al barile e Brent +0,65% a 94,31 dollari al barile).
Dopo che la Banca Popolare Cinese (PBoC) ha abbassato per la seconda volta il tasso di riserva obbligatoria delle banche dello 0,25% al 7,4% in modo da sbloccare ulteriore liquidità per sostenere l’economia cinese in rallentamento, l'indice Shanghai Shenzhen CSI 300 e l'indice Shanghai Composite hanno registrato, rispettivamente, un -0,07% e un -0,04%. I dati macro pubblicati in giornata hanno mostrato che la produzione industriale (+4,5% anno su anno ad agosto dal +3,7% di luglio) e le vendite al dettaglio (+4,6% anno su anno dal +2,5% di luglio) sono cresciute più del previsto ad agosto.
Tuttavia, sempre ad agosto, gli investimenti immobiliari sono continuati a diminuire, con una flessione del 19,1% su base annua rispetto a una flessione del 17,8% del mese precedente. «Abbiamo ancora la speranza che le vendite di case registrino piccoli incrementi sequenziali nei prossimi mesi, ma gli incentivi alla fine si fermeranno prima di rilanciare il settore», ha commentato Louise Loo, economista cinese di Oxford Economics. Altri dati hanno mostrato una debole fiducia degli investitori, con un calo degli investimenti privati dello 0,7% nei primi otto mesi dell’anno, in peggioramento rispetto alla contrazione dello 0,5% nei primi sette mesi. Gli investimenti in fixed asset si sono espansi a un ritmo leggermente più lento del 3,2% nei primi otto mesi del 2023 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, contro le aspettative di un aumento del 3,3%, segno che alcuni settori dell'economia cinese, immobiliare in primis, rimangono ancora sotto pressione. L’indice ASX 200 dell'Australia, fortemente esposto alla Cina, è salito dell'1,8%. Bene anche il Kospi della Corea del Sud, in aumento dell'1,23%, mentre l'indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l'1,49%.
In campo valutario, lo yuan cresce dello 0,3%, beneficiando ancora del sostegno della PBoC che ha mantenuto stabili i tassi sui prestiti a medio termine. Ma le prospettive per la valuta cinese restano cupe, dato che l’aumento della liquidità locale potrebbe portare a una rinnovata debolezza dello yuan. Invece, lo yen giapponese, una delle valute asiatiche più colpite dall’aumento dei tassi di interesse statunitensi, è rimasto stabile. L’attenzione si concentra ora sulla riunione della Banca del Giappone la prossima settimana. La fine del suo regime di tassi negativi potrebbe essere vicina. (riproduzione riservata)