La maggior parte delle borse asiatiche è salita in scia a Wall Street con Hong Kong che ha guidato i guadagni grazie agli acquisti di titoli tecnologici a un prezzo d’occasione. L’indice Nikkei giapponese, invece, è rimasto indietro a causa di un’inflazione debole e delle aspettative di una politica restrittiva da parte della Banca del Giappone che si riunirà la prossima settimana. I futures sugli indici azionari statunitensi sono positivi (+0,12% quello sul Dow Jones e +0,14% quello sull’S&P500) con gli economisti ancora divisi sull’entità del taglio dei tassi di interesse da parte della Fed la prossima settimana: 25 o 50 punti base? Infatti, mentre alcuni dati forti sull'inflazione hanno rafforzato l'ipotesi di un taglio più contenuto, i segnali di debolezza nel mercato del lavoro hanno rimesso in gioco le scommesse su un taglio di 50 punti base. I trader vedono una probabilità del 56% di un taglio da 25 punti base e una probabilità del 44% di un taglio da 50 punti base, secondo il CME Fedwatch.
L'indice Hang Seng di Hong Kong è stato il miglior performer con un +1,06%, proseguendo il rimbalzo per la terza sessione consecutiva. Meno positivi i listini cinesi con gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite in lieve rialzo dopo aver toccato i minimi da oltre sette mesi all'inizio della settimana. Il sentiment nei confronti di Pechino è rimasto teso in seguito alla serie di dati macro economici deboli del mese di agosto. A pesare è anche la prospettiva di ulteriori restrizioni commerciali da parte degli Stati Uniti.
L’indice Nikkei ha perso lo 0,51% a 36.645 punti dopo che il banchiere, Naoki Tamura, esponente falco del board, ha sottolineato che l’istituto nipponico deve alzare i tassi di interesse portandoli almeno all’1% il prossimo anno. Un livello che secondo Tamura rappresenta il target neutrale corretto per la Bank of Japan (BoJ), quello che non raffredda né stimola l’economica. Dopo di lui altri funzionari della BoJ hanno avvertito che la banca centrale giapponese probabilmente aumenterà ulteriormente i tassi di interesse con l’inflazione più alta del previsto. La BoJ si riunirà la prossima settimana e gli economisti si aspettano un ulteriore aumento dei tassi dopo quello di 15 punti base a fine luglio. Intanto la produzione industriale in Giappone a luglio è aumenta del 3,1%, oltre le previsioni degli economisti che stimavano un +2,8%.
Lato corporate, i riflettori restano puntati su Seven & i Holdings (-1,31%), proprietario della catena di minimarket 7-Eleven, con la canadese Alimentation Couche-Tard che potrebbe alzare il prezzo per acquistare la società giapponese in seguito al rifiuto della prima offerta da 38,5 miliardi di dollari. La proposta ha suscitato l'interesse degli investitori verso altri rivenditori giapponesi come Aeon Co. (+1,38%), il terzo rivenditore più grande del Giappone in termini di valore di mercato che ha raggiunto il massimo storico questa settimana. Altre aziende del settore retail, come il venditore di mobili Nitori Holdings e il gestore di grandi magazzini Isetan Mitsukoshi Holdings hanno sovraperformato il mercato azionario giapponese.
Il numero crescente di turisti che visita il Giappone e i segnali di un aumento della spesa dei consumatori a livello nazionale sono elementi positivi per il settore, mentre il rafforzamento dello yen è un vantaggio poiché riduce le spese di importazione. «L'aumento delle azioni di Aeon è coinciso con un periodo di crescente interesse per i titoli legati alla domanda interna», ha detto Shuji Hosoi, strategist senior presso Daiwa Securities Group. «I livelli dello yen, che sono ancora deboli rispetto agli standard storici, fanno sembrare Aeon sottovalutata per i gestori occidentali che vogliono espandersi in Giappone», ha aggiunto. Il portavoce di Aeon, Hirokazu Sato, ha dichiarato che l'azienda attualmente ha il sostegno degli azionisti quando Bloomberg gli ha chiesto se la società avesse ricevuto proposte di acquisizione. Il titolo Aeon è scambiato a 3,3 volte il book value rispetto alle 1,5 volte di Seven & i e alle 1,4 volte di Isetan Mitsukoshi. Al contrario, i multipli sono pari ad almeno 7 volte per Walmart negli Stati Uniti, Woolworths Groupe Coles Group in Australia.
Bene l'indice Asx 200 dell'Australia, salito dello 0,3%, mentre il Kospi della Corea del Sud è sceso dello 0,06%. In campo valutario, lo yen giapponese si apprezza nei confronti del dollaro (il cross dollaro/yen viaggia a 141, -0,93%), avvicinandosi al livello più elevato da inizio gennaio in scia alla prospettiva di tassi d'interesse statunitensi più bassi (gli economisti prevedono almeno 100 punti base di tagli quest'anno da parte della Fed). Tassi più bassi favoriscono le valute asiatiche orientate al rischio, poiché liberano maggior liquidità per investire nei mercati esteri.
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