Borse asiatiche deboli, tranne il Nikkei in ripresa, in attesa dei dati chiave sull'inflazione degli Stati Uniti domani 13 settembre, mentre i segnali da falco della Banca del Giappone fanno pensare alla possibilità che possa mettere fine ai tassi di interesse negativi nell'economia asiatica più grande dopo la Cina.
A pesare sul sentiment le ulteriori vendite sulle azioni tecnologiche a causa dell'incertezza legata a Alibaba e il peggioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina. Il titolo Alibaba è sceso dell'1,8%, estendendo le perdite della seduta precedente dopo le dimissioni improvvise del numero uno della sua divisione cloud, Daniel Zhang. Di riflesso, l’indice Hang Seng di Hong Kong è arretrato dello 0,23%.
Le perdite in Alibaba hanno contagiato altre azioni tecnologiche, con Tencent e Baidu in ribasso, ciascuna, dello 0,5%. Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite hanno segnato, rispettivamente, un calo dello 0,03% e un rialzo modesto dello 0,13% dopo i forti guadagni nella sessione precedente in scia al miglioramento dei prestiti e dell’inflazione ad agosto. Tuttavia, la prospettiva generale per l'economia cinese è peggiorata, con un sondaggio Reuters che ora prevede una crescita del Pil del 5% nel 2023, in linea con la previsione ufficiale del governo cinese, ma inferiore alle previsioni delle banche d'investimento. Il focus di questa settimana è su alcuni indicatori chiave: le vendite al dettaglio e la produzione industriale ad agosto, previsti per venerdì.
Il titolo del più grande sviluppatore immobiliare privato della Cina, Country Garden, è balzato del 4% dopo il via libera dei creditori per estendere i pagamenti di sei obbligazioni a tre anni. Un sollievo per i detentori di obbligazioni, mentre gli investitori cercano di capire se le ultime misure di stimolo del governo cinese, tra cui la riduzione dei tassi di interesse sui mutui esistenti e l'offerta di prestiti agevolati per l'acquisto della prima casa nelle grandi città, possano essere sufficienti a ripristinare la fiducia dei consumatori e gettare le basi per un futuro recupero del mercato immobiliare.
I creditori di Country Garden hanno votato le proposte del costruttore in difficoltà di estendere i pagamenti di otto bond del valore di 10,8 miliardi di yuan (1,48 miliardi di dollari) a tre anni. I creditori hanno approvato l'estensione di sei delle otto obbligazioni. Un voto importante dopo che già il 1° settembre la società aveva ottenuto l'approvazione dai creditori per estendere i pagamenti di un bond da 3,9 miliardi di yuan (533 milioni di dollari). Il tutto dopo aver effettuato il pagamento delle cedole in dollari all'ultimo minuto sul mercato offshore la scorsa settimana per evitare il default. Country Garden ha 108,7 miliardi di yuan (14,9 miliardi di dollari) di debiti in scadenza entro 12 mesi, mentre la liquidità ammontava a circa 101,1 miliardi di yuan alla fine di giugno. Nel mercato obbligazionario offshore, la società ha almeno cinque pagamenti di cedole questo mese, tra cui due di obbligazioni in dollari relativamente consistenti, del valore di 15 milioni di dollari ciascuno, con scadenza il 17 settembre e il 27 settembre, ciascuno con un periodo di grazia di 30 giorni. Un eventuale default da parte di Country Garden aggraverebbe la spirale di crisi immobiliare del paese, metterebbe ulteriormente sotto pressione le banche in difficoltà e potrebbe ritardare la ripresa non solo del mercato immobiliare, ma dell'intera economia cinese.
Prima, mercoledì 13 settembre, è in agenda l’inflazione negli Stati Uniti. Si prevede che sia aumentata ad agosto rispetto a luglio. Qualsiasi segnale di inflazione persistente darà alla Fed più spazio per alzare ulteriormente i tassi o mantenerli più alti più a lungo. Sebbene si preveda che la banca centrale americana mantenga i tassi invariati a settembre, si prevede anche che li mantenga ai livelli più alti da oltre 20 anni almeno fino a metà del 2025. Il Kospi della Corea del Sud è sceso dello 0,60%, mentre l'indice Asx 200 dell'Australia è rimasto stabile. Meglio l’indice Nikkei del Giappone cresciuto dell'0,78%, in ripresa da tre settimane di perdite. Il Nikkei è stato colpito dai recenti commenti del governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, che ha dichiarato che il target di inflazione del 2% della banca centrale è a portata di mano, il che potrebbe portare la BoJ ad allontanarsi da quasi un decennio di tassi di interesse negativi. Gli accenni di Ueda alla possibilità di abbandono dei tassi d’interesse negativi non hanno creato problemi al Tesoro, in asta con un titolo a cinque anni: i 2.498 miliardi di yen di titoli sono stati emessi allo 0,291%. Lo yen giapponese si è stabilizzato dopo la volata della vigilia in scia ai commenti del governatore della Banca del Giappone, Ueda. Il cross dollaro-yen scambia a 146,799 (+0,17%). (riproduzione riservata)