La maggior parte delle borse asiatiche è salita in scia a Wall Street dopo che i dati macro deboli hanno alimentato le speranze di una Federal Reserve meno aggressiva sui tassi. I numeri sulle offerte di lavoro negli Stati Uniti e la fiducia dei consumatori sono risultati più deboli del previsto, stimolando scommesse che la Fed avrà meno spazio economico per continuare ad aumentare i tassi di interesse. Ma questa settimana sono previsti diversi altri indicatori economici degli Stati Uniti, in particolare i dati sui salari non agricoli, che avranno un impatto sulla politica monetaria della Fed. Le azioni tecnologiche sono state le principali beneficiarie delle preoccupazioni attenuate riguardo alla Fed, con i mercati ad alta tecnologia come il Kospi della Corea del Sud e l'indice Hang Seng di Hong Kong in crescita, rispettivamente, dello 0,52% e dello 0,42%. Anche il Nikkei del Giappone è salito dello 0,54% a 32.402 punti.
L'indice ASX 200 dell'Australia è stato il miglior performer, guadagnando oltre l'1% dopo che i dati hanno mostrato che l'indice dei prezzi al consumo (CPI) si è ridotto più del previsto a luglio: è sceso al 4,9% dal 5,4% di giugno (5,25 la stima del consenso). La lettura ha dimostrato che i rialzi aggressivi dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia nell'ultimo anno stanno dando i loro frutti, il che a sua volta offre alla banca centrale meno incentivi a continuare ad aumentare i tassi di interesse. Tuttavia, dati separati hanno mostrato che le autorizzazioni edilizie australiane sono scivolate a luglio, mentre i lavori di costruzione sono cresciuti meno del previsto nel secondo trimestre, indicando che i tassi di interesse ai massimi da oltre un decennio e i risparmi scarsi stanno influenzando il mercato immobiliare del Paese.
Più deboli i listini cinesi con l'indice Shanghai Shenzhen CSI 300 in rialzo solo dello 0,07% e l'indice Shanghai Composite in calo dello 0,14%. Le preoccupazioni sul settore immobiliare in difficoltà del Paese sono cresciute dopo che Country Garden, il promotore immobiliare in grave difficoltà nel ripagare i suoi bond, ha detto che emetterà 270 milioni di dollari di Hong Kong (34,4 milioni di dollari Usa) di nuove azioni per ridurre il suo debito. In pratica, emetterà più di 350 milioni di nuovi titoli, pari all’1,27% del capitale totale prima dell’operazione o all’1,25% dopo. Ogni azione avrà un prezzo di 0,77 dollari di Hong Kong, che rappresenta uno sconto del 15,4% rispetto alla chiusura del 29 agosto. Azioni che andranno a Ever Credit Limited, una filiale del produttore di laminati, Kingboard Holdings. Country Garden non riceverà denaro per queste azioni, ma ridurrà il suo debito con questa società del 15% a circa 1.598 milioni di dollari di Hong Kong (204 milioni di dollari Usa). Country Garden è attesa al test dei conti. Dovrebbe registrare una perdita di oltre 7 miliardi di dollari Usa nel primo semestre del 2023.
Gli indici cinesi avevano iniziato bene la settimana dopo che Pechino ha annunciato nuove misure volte a sostenere i mercati azionari locali, soprattutto dimezzando l’imposta di bollo sulle transazioni di azioni. Ma gli analisti avevano avvertito che le misure avrebbero fornito solo una spinta temporanea ai mercati, dato che le preoccupazioni sul rallentamento economico della Cina stanno crescendo. Comunque, secondo quanto riportato da Reuters, le maggiori banche cinesi si starebbero preparando a tagliare i tassi di interesse sui mutui e ad abbassare al contempo la remunerazione dei depositi. Il provvedimento riguarda una buona parte dei 38.600 miliardi di yuan (5.300 miliardi di dollari) di mutui in essere, in particolare, quelli sulla prima casa. Industrial & Commercial Bank of China, China Construction Bank sono tra le banche pronte ad agire. Il provvedimento dovrebbe dare alle famiglie più spazio per i consumi. Gli economisti calcolano che l’impatto sul Pil potrebbe essere nell’ordine dello 0,15%. Ora l'attenzione è concentrata soprattutto sugli indici Pmi della Cina, previsti per giovedì. Si prevede che i dati mostrino una debolezza dell'attività aziendale cinese ad agosto.
In campo valutario, lo yen resta debole nei confronti del dollaro (cross dollaro/yen a 146,237, +0,26%) che sale anche nei confronti dell’euro (cross euro/dollaro a 1,086, -0,15%). Il membro del consiglio della Banca del Giappone, Naoki Tamura, ha detto che la banca potrebbe considerare di terminare la sua politica ultra-accomodante entro l'inizio del 2024, dato che l'inflazione è rimasta al di sopra del suo intervallo target per quasi un anno. Tale scenario è favorevole allo yen, che scambia vicino ai minimi degli ultimi nove mesi a causa del divario crescente tra i tassi di interesse locali e quelli statunitensi.
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