Borse asiatiche in rialzo con Tokyo chiusa per festività e gli investitori intenti a valutare le promesse di stimolo economico del governo che, sebbene ampie, sono state poco dettagliate. Mentre sono passate in secondo piano le nuove esercitazioni militari della Cina nei pressi di Taiwan in quello che Pechino ha definito un avvertimento per le «mosse separatiste delle forze indipendentiste di Taiwan». Le esercitazioni - che Taiwan temeva dopo il discorso pronunciato la scorsa settimana dal presidente Lai Ching-te - sono state condannate dagli Stati uniti.
In particolare, Pechino emetterà obbligazioni speciali del Tesoro per 2.300 miliardi di yuan (poco più di più di 325 miliardi di dollari) per rilanciare l’economia. Le risorse annunciate sabato 12 ottobre dal ministro delle finanze, Lan Foan, sono quelle per i governi locali che potranno usare il denaro raccolto con i bond speciali per acquistare case invendute e trasformarle in alloggi sovvenzionati in modo da attenuare la pressione sul mercato immobiliare del Paese.
Inoltre, le banche cinesi taglieranno i tassi sui mutui esistenti dal 25 ottobre, in linea con le richieste della PBoC per ridurre la pressione sulle famiglie. Tuttavia, non sono stati specificati i nuovi stimoli per incentivare i consumi. Gli analisti si aspettavano un pacchetto di spesa tra 2 trilioni di yuan e 10 trilioni di yuan (da 283 miliardi a 1,4 trilioni di dollari). Probabilmente bisognerà aspettare la riunione del parlamento cinese che si terrà alla fine di ottobre. «Ci aspettiamo che ulteriori dettagli vengano resi noti nelle prossime settimane e mesi», hanno previsto gli analisti di Ing, sottolineando che qualsiasi misura fiscale richiederà l'approvazione del Congresso Nazionale del Popolo, che si riunirà più avanti in ottobre. Ma così restano i dubbi sulla reale possibilità per l’economia cinese di raggiungere per quest’anno l’obiettivo di crescita previsto intorno al 5%.
Per gli economisti di Goldman Sachs l'ultima serie di promosse di stimolo è quanto basta per aumentare le loro previsioni sul pil della Cina per il 2024 dal 4,7% al 4,9%, pur avvertendo che le sfide 3D, ovvero il deterioramento della demografia, il trend pluriennale di riduzione del debito e la spinta al de-risking della catena di approvvigionamento globale difficilmente saranno invertite dall'ultimo ciclo di allentamento delle politiche. I dati sul pil del terzo trimestre della Cina sono attesi per venerdì.
Intanto, però, le ultime promesse di stimolo di Pechino sono state accolte con cautela dai mercati azionari cinesi. L’Hang Seng di Hong Kong, che ha una maggior esposizione agli investitori stranieri, ha registrato un andamento altalenante prima di consolidare in territorio positivo senza eccellere (+0,27%) , viceversa gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono saliti, rispettivamente, dell’1,81% e dell’1,96%. I listini cinesi hanno raggiunto i massimi degli ultimi due anni all'inizio di ottobre sull'onda dell'ottimismo per i nuovi stimoli. Ma sono cadute bruscamente da questi picchi poiché Pechino ha fornito informazioni limitate sulle misure previste. Gli investitori dubitano anche di quanto margine abbia Pechino per implementare ulteriori stimoli fiscali, dato l'elevato livello di debito del Paese. Gli esperti di Mrb Partners hanno spiegato che il recente rally delle azioni cinesi è stato guidato principalmente da investitori locali che cercavano occasioni. Tuttavia, rimangono cauti e aggiorneranno la loro posizione sul Paese solo quando gli utili aziendali inizieranno a riflettere un outlook migliore.
È la portata limitata degli sforzi per rilanciare i consumi interni che rimane una grande preoccupazione per gli investitori, in particolare dopo che i dati di domenica 13 ottobre hanno mostrato che a settembre l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento annuo dello 0,4% contro lo 0,6% di agosto e la stima degli economisti di una lettura invariata allo 0,6%. I prezzi alla produzione, d'altra parte, sono scesi del 2,8% annuo, flessione più marcata da sei mesi, accelerando la contrazione dall'1,8% registrato in agosto e contro attese per -2,6%. I dati, secondo osservatori di mercato, confermano la necessità di stimoli ai consumi, che restano sottotono.
Bene anche gli altri indici asiatici. L’indice Kopsi della Corea del Sud è salito dell’1,14% e l’indice Asx 200 dell’Australia dello 0,47%. I futures statunitensi sono poco mossi (-0,02% quello sul Dow Jones e -0,05% quello sull’S&P500) come il future sull’Eurostoxx50 (-0,02%) nella settimana della Bce (si riunisce giovedì 17 ottobre). Le attese sono a favore di un taglio dei tassi di interesse da 25 punti base, il terzo dopo quello di giugno e settembre. Ad aprire la strada a questa prospettiva il progressivo raffreddamento dell'inflazione e i segnali di debolezza per la crescita. (riproduzione riservata)