Ariston Group apre ad Albacina la prima fabbrica AI di scaldacqua e ora guarda all'm&a
Una fabbrica per la produzione di scaldacqua elettrici che vuole diventare il punto di riferimento del settore in Europa. In occasione dei 95 anni dalla fondazione e nel ricordo del centenario della nasciata di Francesco Merloni (venuto a mancare lo scorso anno), l'imprenditore che ha reso grande Ariston Group, la multinazionale italiana del comfort climatico e dell’acqua calda quotata a Piazza Affari, apre ad Albacina, in provincia di Ancona, il comune dove tutto aveva avuto inizio, un nuovo stabilimento all'avanguardia che integra l'AI nel processo di produzione.
La fabbrica ha una superficie coperta di circa 30 mila metri quadrati ed è dotata di una serie di sistemi digitali intelligenti sviluppati in collaborazione con Accenture e su tecnologia Nvidia. Durante le lavorazioni l'AI affianca l'uomo disegnando un processo industriale di ultima generazione. L’intero progetto è stato sviluppato con attenzione agli standard Esg per garantire sostenibilità ambientale, efficienza energetica e responsabilità sociale. Il raggiungimento della piena operatività dello stabilimento è prevista per fine 2026 e sostituirà il sito di Genga (Ancona).
L’investimento nella fabbrica di Albacina si inserisce nel piano 2022-2028 da 500 milioni di euro avviato da Ariston per l’Italia, di cui più della metà delle risorse sono destinate a r&s. Invece, a livello di gruppo solo quest'anno ammontano a circa 150 milioni gli investimenti previsti, comprendendo anche quelli in Serbia, Egitto e il mercato dell'Asia. Ma resta l'Italia il cuore dell'azienda, dove produce ancora il 40% dei volumi mondiali e ha la sede principale a Fabriano. Mentre il 71% dei 2,6 miliardi di rivati generati lo scorso anno arriva dall’Europa, con la Germania primo mercato (19%).
In Italia, che rappresenta l'11% delle vendite, il gruppo ha 7 siti produttivi. A partire dal 2022 Ariston ha anche avviato avanti un processo di reshoring, riportando nelle Marche alcune delle produzioni che aveva in Cina, «convinti che per servire i mercati europei sia meglio avere una base industriale più vicina al territorio», come ha affermato il presidente esecutivo Paolo Merloni.
Tornando agli investimenti la società ha potenziato anche il centro di Agrate Brianza dedicato alle soluzioni rinnovabili, lo scorso luglio ad Arcevia (Ancona) ha internalizzato la produzione di schede elettroniche, mentre nella vicina Osimo ha concentrato la produzione di caldaie.
L'azienda è anche tornata recentemente in possesso della fabbrica in Russia (che era stata in precedenza nazionalizza) «ma non ce ne occupiamo direttamente per non incorrere in sanzioni», come ha spiegato il presidente Merloni e la gestione è interamente in mano al personale locale che produce per il mercato interno.
Quanto al consolidamento in atto nel settore, Ariston si dice pronta a svolgere un ruolo attivo nell'm&a. «Continuiamo a guardare al mercato e speriamo ci possano essere delle opportunità interessanti anche per noi», ha assicurato Merloni.