Parte il buyback di Amplifon. Oggi, 19 maggio, la società che produce soluzioni per l’udito ha annunciato l’avvio del piano di riacquisto di azioni proprie da massimo 150 milioni di euro con una prima tranche di 100 milioni. Il termine è non oltre il 15 settembre. Interessate dal buyback un massimo di 21.428.077 azioni. La società può arrivare a detenere un numero di azioni proprie non superiore al 10% del capitale, incluse quelle già in portafoglio, pari attualmente a 1.210.785, equivalenti allo 0,535% del capitale sociale e allo 0,290% del capitale sociale in diritti di voto. Azioni proprie, recita il comunicato di Amplifon, «da destinare come mezzo di pagamento in operazioni di acquisizione di società o scambio di partecipazioni, a servizio di piani di incentivazione azionaria e a eventuali programmi di assegnazione gratuita di azioni ai soci».
D’altra parte il contesto di m&a, come lo stesso management di Amplifon ha sottolineato durante la call di presentazione dei conti del primo trimestre del 2025, è più favorevole rispetto al passato, sia in termini di numero di opportunità sia in termini di valutazioni. E il buyback non modifica l’impegno a crescere per vie esterne. Anche perché al momento i dazi dell’amministrazione Trump non sono un problema: gli apparecchi acustici sono esenti. Separatamente in un'intervista rilasciata al Corriere Economia, il ceo di Amplifon, Enrico Vita, ha annunciato il prototipo di un nuovo dispositivo che Amplifon lancerà presto sul mercato: è più piccolo di una nocciolina, sembra non avere peso. Il gruppo sta lanciando nuovi dispositivi con funzionalità di intelligenza artificiale in grado di migliorare i risultati per i pazienti, in particolare in termini di cancellazione del rumore di fondo in ambienti rumorosi. Questo mese, Amplifon lancerà il primo dispositivo a marchio Amplifon con AI (Ampli-mini AI) nei principali mercati europei, in Australia e in Nuova Zelanda.
«Il gruppo investe da anni nella tecnologia AI attraverso progetti innovativi e start-up. Può utilizzare le nuove tecnologie anche nella fase di diagnosi, come nel caso del sistema proprietario di test Otokiosk, e può accedere a nuovi prodotti in fase di sviluppo, come dimostrato dalla partnership con EssilorLuxottica per gli occhiali dotati di tecnologie uditive per i quali è prevista una sperimentazione in alcuni centri Amplifon americani a partire dal secondo trimestre, che può rappresentare un’opportunità nell’ampliare il mercato a segmenti di pazienti attualmente non serviti dall’azienda: quelli con perdite uditive lievi e moderate. Confermiamo la nostra raccomandazione buy e il nostro target price di 25 euro sull’azione», commenta Banca Akros. (riproduzione riservata)