Amplifon sfida i dazi di Trump e continua a espandersi negli Usa, il più grande mercato al mondo dell’hearing care. Questa volta il big italiano dell’udito ha comprato due società dell’Arizona: Safe in Sound Hearing e Sish Tucson, che insieme formavano il quarto franchisee più grande di Miracle-Ear, il marchio americano di Amplifon.
Le nuove prede hanno una rete di 24 punti vendita e un fatturato combinato di circa 15 milioni di dollari. Secondo Intermonte l’esborso si aggira sui 12 milioni e l’operazione «consente ad Amplifon di gestire direttamente il rapporto con il cliente, consolidando i ricavi e aumentando la scala operativa del business».
Si conferma così un trend in atto da tempo: la crescita negli Usa passa da mini-acquisizioni dei franchisee del marchio locale. «Puntiamo a espanderci nel più importante mercato globale del nostro settore rafforzando la rete di negozi diretti, da affiancare al nostro consolidato network in franchising», commenta il ceo Enrico Vita.
Dopo la doppia acquisizione Miracle-Ear ha superato i 420 punti vendita diretti, che si aggiungono ai circa 1.200 franchisee. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di Amplifon dopo l’Europa. Il fatturato del Vecchio Continente (1,53 miliardi l’anno scorso) è tre volte più alto, ma in America i ricavi sono cresciuti a doppia cifra (+18%) nel 2024. A differenza dell’Emea (+3,1%), che attende di riprendersi da tempo.
Il 2025 dovrebbe essere l’anno giusto perché sono passati quattro anni da quando il governo francese ha stimolato l’acquisto di apparecchi acustici alzando i rimborsi statali. Quattro anni è anche la durata media dei dispositivi, che quindi andranno sostituiti.
«Amplifon è la nostra azione preferita nel settore degli apparecchi acustici perché l’attuale composizione geografica sfavorevole potrebbe invertirsi», commenta Bank of America. La ripartenza dell’Europa sarà decisiva per il titolo. Nell’ultimo anno le azioni hanno perso il 47% (il 29 aprile hanno chiuso piatte) e ora Amplifon punta a ripartire anche in borsa grazie alle acquisizioni.
La società della famiglia Holland (59% dei diritti di voti) è un compratore seriale (ha superato i 10 mila negozi) e investe circa 100 milioni l’anno nell’m&a. Una delle ultime operazione è avvenuta in Polonia, dove Amplifon ha raddoppiato la presenza acquisendo la filiale locale del gruppo tedesco Kind.
La società non teme i dazi perché ha «una rete di fornitori diversificata e tutti e cinque i principali produttori mondiali stanno mitigando i rischi», aveva spiegato Vita. Il 2025 potrebbe regalare sorprese anche lato alleanze. Amplifon lavora con Essilux agli occhiali con funzioni acustiche: un progetto pilota partirà nel secondo trimestre e permetterà di ampliare la clientela. (riproduzione riservata)