OpenAI potrebbe diventare socio di Amd, oltre che partner commerciale. La società di Sam Altman ha annunciato un accordo multimiliardario (il budget esatto non è stato reso noto) con Advanced Micro Devices (Amd) che prevede la possibilità di entrare nel capitale. La quota di OpenAI potrebbe arrivare fino al 10%.
Inoltre, l’azienda di ChatGpt utilizzerà i microprocessori di Amd per sviluppare infrastrutture di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale. Dopo la notizia, il titolo di Amd vola e sale di oltre il 30% al Nasdaq il 6 ottobre 2025 (dato alle 15:40).
L’intesa prevede che OpenAI implementi 6 gigawatt di unità di elaborazione grafica Instinct di Amd nell’arco di alcuni anni, su diverse generazioni di hardware, a partire dalla seconda metà del 2026. L’amministratrice delegata di Amd, Lisa Su, si aspetta che la partnership generi decine di miliardi di dollari di ricavi per la società, anche se non ha fornito una stima precisa della portata della collaborazione.
L’accordo include l’emissione da parte di Amd di warrant a favore di OpenAI. In questo modo l’azienda di Altman potrebbe acquistare fino a 160 milioni di azioni ordinarie Amd in più tranche, con scadenze legate al volume di distribuzione dei chip, al prezzo del titolo e ai traguardi tecnici e commerciali. Se OpenAI esercitasse interamente i warrant potrebbe acquisire circa il 10% di Amd.
«La leadership di Amd nei chip ad alte prestazioni ci consentirà di accelerare i progressi e di portare più rapidamente a tutti i vantaggi dell’AI avanzata», ha detto Altman.
La partnership con Amd potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza di OpenAI da un singolo fornitore, aiutando la società a far fronte all’enorme necessità di potenza di calcolo e unità grafiche necessarie per portare avanti i programmi più ambiziosi. Tra questi il progetto Stargate, con Oracle e Softbank, che prevede la realizzazione di una serie di data center. Nella prima infrastruttura attiva, in Texas, OpenAI utilizza le unità grafiche di Nvidia.
La società di Altman ha già stretto numerose partnership strategiche, a partire dal maxi accordo con Nvidia per la fornitura di almeno 10 gigawatt di chip a fronte di un investimento di massimo 100 miliardi di dollari, a partire dalla seconda metà del 2026. (riproduzione riservata)