L'azionario milanese chiude in modesto calo l'ultima seduta prima delle festività pasquali. Il Ftse Mib segna un -0,2% a 45.624 punti.
L'atteso discorso del presidente Usa, Donald Trump, di ieri sera non ha portato novità su possibili tempistiche o condizioni per la fine delle ostilità contro l'Iran. Trump ha affermato che l'operazione è 'molto vicina' al completamento, ma ha anche dichiarato che gli Stati Uniti 'colpiranno duramente l'Iran nelle prossime 2-3 settimane'.
Sul fronte dei dati macroeconomici, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 202.000 unità, in diminuzione di 9.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è salito di 25.000 unità a quota 1,841 milioni.
Sempre negli Usa, poi, il deficit commerciale internazionale è salito a 57,35 miliardi di dollari a febbraio, rispetto al disavanzo di 54,68 miliardi registrato nel mese precedente. Le importazioni sono cresciute più delle esportazioni, ampliando il deficit. I flussi in entrata di beni strumentali, forniture industriali, beni di consumo e componenti automobilistici sono tutti aumentati nel mese, mentre le importazioni di alimenti e bevande sono diminuite.
A piazza Affari netto rialzo di Eni (+4,27% a 24,685 euro) in scia al balzo del petrolio. Inoltre, gli analisti di Jp Morgan hanno aumentato il prezzo obiettivo sul titolo a 28 euro con rating overweight, mentre gli esperti di Jefferies hanno aumentato a 30 euro il Tp sull'azione, con rating buy.
Bene anche Stellantis (+4,08%). Marzo ha mostrato l'impatto positivo della reintroduzione dei modelli storici negli Stati Uniti, permettendo al gruppo di mitigare le difficoltà di un mercato in contrazione, recuperando volumi e quote di mercato. In calo invece i bancari: B.Mps -2,77%, Unicredit -2,54%, Mediobanca -2,51%, Bper -1,82%, Banco Bpm -1,67%, Intesa Sanpaolo -1,24%.