La Vigilanza Bce lancia l’allarme sui rischi cibernetici dopo aver condotto ispezioni in 22 banche di 11 Paesi. «Le lacune sono state più gravi e diffuse del previsto. Sono state rilevate carenze in tutte le aree della cybersecurity», ha osservato la Vigilanza Bce. Francoforte condurrà l’anno prossimo uno stress test specifico sulla resistenza delle banche ad attacchi cibernetici. La materia è diventata una delle priorità dell’attività di Vigilanza.
Nelle ispezioni appena concluse i supervisori hanno riscontrato una capacità non sufficiente da parte degli istituti di credito nell’individuare e rispondere ad attacchi cyber. La Bce si aspetta che le banche adottino «misure immediate e concrete» per assicurare che la gestione del rischio informatico sia allineata con le aspettative della Vigilanza. Gli istituti inoltre devono fare passi avanti per «attuare le migliori pratiche». Le banche che sono state sottoposte all’ispezione in loco sulla cybersecurity hanno già ricevuto raccomandazioni specifiche da parte della Bce e dovranno adottare «misure di follow-up adeguate». Anche gli organi direttivi di tutte le altre banche «dovrebbero riflettere sulle aree in cui possono intervenire per migliorare la gestione del rischio informatico e di cybersecurity».
Nel complesso, ha aggiunto la Vigilanza, i risultati delle ispezioni «sollevano serie preoccupazioni che confermano la necessità di continuare le ispezioni in loco insieme a discussioni caso per caso tra banche e autorità». La prossima verifica a livello di sistema sarà lo stress test sulla resilienza informatica nel 2024.
La Bce è intervenuta anche per invitare le banche non dell’area euro con sede a Londra a rafforzare le sedi in Europa in seguito alla Brexit, in modo che siano gestite con risorse adeguate e non siano scatole vuote («empty shells»). Il richiamo riguarda in particolare gli istituti che sono stati sottoposti alla supervisione di Francoforte dopo la Brexit: Ubs Europe Se, Citigroup Ag, J.P. Morgan Ag, Morgan Stanley Europe Holding Se, Goldman Sachs Bank Europe Se, Barclays Bank Ireland Plc and Bank of America Merrill Lynch International. La Vigilanza ha messo sotto la lente 264 trading desk, che pesano per 91 miliardi di asset ponderati per il rischio e 4 miliardi di ricavi netti da trading. Tra questi sono stati identificati 56 desk di importanza significativa, che pesano per il 40% degli asset. Tra questi, 14 dovranno essere gestiti completamente all’interno dell’Ue, mentre gli altri 42 dovranno potenziare «notevolmente» le capacità locali. «Quando le banche originano rischi rilevanti, sia la prima che la seconda linea di difesa devono essere presenti localmente», ha rilevato la Bce. «Questo include l’allocazione di risk-taker di livello sufficientemente elevato: si prevede che aumentino di 132 unità, per un totale di 306». Nel complesso la Brexit ha comportato il trasferimento di circa 7 mila posti di lavoro da Londra all’Ue.
In particolare, ha aggiunto Lagarde, «le politiche sui margini delle controparti centrali potrebbero amplificare lo stress nel sistema. I titoli a reddito fisso detenuti dalle banche dell’Ue potrebbero subire una significativa svalutazione, nel caso in cui dovessero essere venduti. Perciò non sarebbe saggio essere rilassati e l’Esrb continuerà a monitorare attentamente gli sviluppi». (riproduzione riservata)