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All’Ucraina gli extraprofitti dei beni russi congelati: via libera dal Consiglio Europeo. Ecco come funziona. Il ruolo di Euroclear

21 marzo 2024, 23:37 Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2024, 00:53

Il Consiglio Europeo decide di andare avanti sulla proposta della Commissione e dell’alto rappresentante Josep Borrell di utilizzare gli utili prodotti dagli asset russi congelati. Ursula von der Leyen: disponibili 3 miliardi nel 2024 per l’Ucraina per acquistare armi ma serve l’accordo finale. La Russia potrebbe reagire attaccando gli asset di Euroclear presso altre clearing house nel mondo

L’Europa decide di procedere sulla proposta di aggredire gli extraprofitti prodotti dai beni russi congelati per finanziare la difesa dell’Ucraina. Si parla di 3 miliardi di euro che potranno essere a disposizione per il 2024 e altrettanti per il 2025, ha spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen durante la conferenza stampa giovedì 21 attorno alle 23, al termine del Consiglio europeo a Bruxelles.

Ma gli aspetti tecnici saranno da monitorare con estrema attenzione, anche perché la Russia è pronta a reazioni che possono creare effetti a catena nell’intero sistema finanziario globale. E un ruolo centrale in questa partita che incrocia guerra, politica e finanza lo hanno le clearing house, le società che rendono possibili gli scambi di attività in tutto il mondo, in ogni momento.

Il primo miliardo già a luglio: l’annuncio di von der Leyen

«Ho detto ai leader che, se siamo rapidi nel concludere la proposta, potremmo erogare il pagamento del primo miliardo già il primo luglio. Dipende da noi: se saremo veloci, ci sarà un'azione concreta in estate», ha spiegato Ursula von der Leyen, sottolineando che dentro il Consiglio c’è stato «forte sostegno» (quindi non unanimità).

«Avevamo ancora in agenda il sostegno all’Ucraina. Abbiamo preso una importante decisione sull’uso dei profitti degli asset russi, intendiamo agire in modo rapido, i 27 leader capiscono la serietà della situazione e sono determinati a fare di più per Kiev», ha aggiunto il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.

Le conclusioni del vertice Ue

La via giuridica e la base legale sono state trovate: erano necessarie perché la Russia non possa gridare al «banditismo», al «furto», come hanno già fatto i suoi portavoce. Ma le implicazioni tecniche e finanziarie andranno studiate in ogni dettaglio: «Il Consiglio Europeo ha esaminato i progressi compiuti sui prossimi passi concreti per indirizzare le entrate straordinarie derivanti dai beni immobilizzati della Russia a beneficio dell'Ucraina, compresa la possibilità di finanziare il sostegno militare. Invita il Consiglio a portare avanti i lavori sulle recenti proposte dell'Alto Rappresentante e della Commissione», è scritto nelle conclusione del vertice Ue sul capitolo ucraino.

Dove sono i soldi? L’idea di Draghi

Ma dove sono tenuti fisicamente i miliardi del governo e delle entità russe - banca centrale, istituti finanziari, società sotto sanzioni - congelati dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022?

Complessivamente - secondo i dati forniti dalla Commissione Ue - 260 miliardi di euro di asset della Banca centrale sono stati immobilizzati nel mondo, due terzi dei quali (210 miliardi) nella Ue. Un’idea, quella di bloccare gli asset della banca centrale fuori dalla Russia, che era stata avanzata nel 2022 fra gli altri dall’allora premier italiano Mario Draghi, che da ex banchiere centrale conosce bene i gangli tecnici sui cui fare leva per avere il massimo impatto politico.

Quei soldi congelati sono rimasti nei forzieri (virtuali) delle banche depositarie, come la belga Euroclear che ne detiene circa 190 miliardi. E a loro volta hanno prodotto interessi per miliardi di euro grazie alla corsa al rialzo dei tassi. Sono quelli che ora l’Europa vuole aggredire per poter sostenere finanziariamente l’Ucraina.

La leva degli interessi maturati sugli asset russi

C’è una banca conosciuta solo agli addetti ai lavori, con sede a Bruxelles, che è al centro di questo intreccio tra politica, guerra, finanza e diritto internazionale: Euroclear, una sorta di Monte-titoli dove vengono scambiati buona parte delle obbligazioni in circolazione in Europa, e dove transitavano fino al 2022 centinaia di miliardi di euro russi, da allora oggetto di sanzioni sempre più stringenti.

Congelati dalle sanzioni, i rimborsi di denaro alla banca centrale russa non sono stati più effettuati dalla società di clearing, e non sono neanche state pagate le cedole su quegli asset che la società ha reinvestito - spiega Euroclear nel suo bilancio - «per ridurre al minimo i rischi e i requisiti patrimoniali».

Nell’ultimo anno il bilancio di Euroclear Bank è cresciuto di 38 miliardi, arrivando a 162 miliardi di euro (era di appena 25 miliardi nel 2021). La crescita è appunto legata a queste attività russe. Sono soldi che fruttano interessi: nel 2023 il reinvestimento dei saldi di cassa, pari 130 miliardi della banca centrale russa secondo Fitch Ratings, ha reso  4,4 miliardi di euro. Di chi sono questi extra-profitti?

Di chi sono gli extraprofitti

Il 12 febbraio 2024 la Ue ha stabilito che non sono di proprietà della Russia ma delle società di clearing (oltre a Euroclear, altri asset sono congelati presso la concorrente Clearstream, del gruppo Deutsche Börse). Su questi interessi, Euroclear pagherà 1,085 miliardi di euro di tasse al governo belga, che ha già fatto sapere che li devolverà all’Ucraina.

Ora l’alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell e la Commissione Europea puntano a utilizzare quei 3,4 miliardi di interessi netti guadagnati da Euroclear sugli asset russi (e separati nel suo bilancio) a favore dell’Ucraina attraverso un prelievo del 97% a partire dal 12 febbraio 2024, non essendo possibile una decisione con effetti retroattivi.

Per quest'anno il 90% della somma prelevata sarà destinato alla fornitura di attrezzature militari attraverso il «Fondo europeo per la pace» (European Peace Facility, Epc, finanziato direttamente daglii Stati membri) e il 10% al bilancio dell'Ue. Se ci sarà la decisione del Consiglio Europeo, già da metà 2024 potranno partire i pagamenti, semestrali, all’Ucraina.

Che cosa resta in mano a Euroclear, e perché

Il 3% di quegli utili rimane invece alla società di clearing per «garantire l’efficienza» delle sue funzioni; in via provvisoria potranno trattenere un altro 10% per le spese sostenute a causa della guerra. Quali? Innanzitutto quelli legali. Diverse cause sono già state aperte, quasi tutte davanti a tribunali russi, dove Euroclear ha naturalmente la difesa tutta in salita.

I timori sono di un contraccolpo giudiziario a livello internazionale da parte della Russia, potenzialmente capace di incidere sul funzionamento della finanza internazionale, come ha fatto notare al governo europeo anche la Bce. Anche perché dal fronte europeo non si pensa che la situazione si appiani in breve tempo, dato che una volta finita la guerra ci sarà il tema del finanziamento della ricostruzione.

Anche per questo motivo si fa conto sugli utili che questi beni congelati possono produrre negli anni: secondo alcune stime circolate nei giorni precedenti il summit, si stimano 15-20 miliardi di utili netti da qui al 2027, naturalmente a seconda dell’andamento dei tassi e degli asset nei quali quei capitali saranno impiegati.

La reazione annunciata della Russia

Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov giovedì 21 è stato netto: «Naturalmente utilizzeremo tutti i meccanismi giudiziari possibili.  E, naturalmente, sulla base della reciprocità, sceglieremo altri metodi per le azioni di risposta, nella misura in cui corrisponda ai nostri interessi. Gli europei devono essere ben consapevoli del danno che tali decisioni potrebbero arrecare alla loro economia, alla loro immagine e alla loro reputazione di garanti affidabili dell'inviolabilità della proprietà».

Le minacce legali a Euroclear

Oltre a ottenere una sentenza favorevole allo scongelamento dei beni (comunque difficile da far applicare in Europa) Mosca potrebbe a sua volta ottenere il congelamento dei beni di Euroclear in Russia. Secondo l’agenzia Reuters, Mosca potrebbe voler mettere le mani sui 33 miliardi di euro di Euroclear custoditi nelle camere di compensazione in Russia, e anche chiedere a sua volta il congelamento degli asset di Euroclear nelle società di clearing a Hong Kong e a Dubai.

Questo potrebbe spingere anche le banche occidentali che hanno perso i loro soldi depositati presso i conti Euroclear in Russia o in altri Paesi a fare causa alla società.

Si determinerebbe insomma un contenzioso di livello mondiale che - sottolinea sempre l’agenzia britannica citando una fonte di alto livello vicino alle negoziazioni in Ue - potrebbe in teoria «svuotare» Euroclear, con conseguenze sull’intero sistema finanziario globale, dato che la società ha asset in custodia per 37 trilioni di euro. (riproduzione riservata)



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