Il crescente utilizzo della leva finanziaria da parte dei fondi private equity può rappresentare un rischio per le banche europee. Lo evidenzia la Vigilanza della Bce in una recente pubblicazione dal titolo «Le esposizioni complesse ai fondi di private equity e di credito».
Secondo Francoforte «i mercati del private equity e del private credit sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni, anche in Europa, e le banche sono esposte attraverso molti canali diversi», esordisce il documento, ricordando che, all'inizio di quest'anno, la banca centrale ha avviato un'analisi esplorativa delle esposizioni bancarie ai fondi di private equity e private credit per comprendere meglio questi canali e valutare gli approcci di gestione del rischio delle banche. L'ambiente in cui operano questi intermediari ha subito cambiamenti significativi che hanno portato ad alcuni importanti cambiamenti.
Nel mondo del private equity il numero di ipo è diminuito drasticamente. I fondi hanno in genere utilizzato le offerte pubbliche come exit per liquidare gli investimenti. Il calo delle quotazioni significa che i fondi stanno usando altri strumenti per remunerare gli investitori, in particolare il leverage. «Questo ulteriore livello di leva finanziaria può essere una fonte di rischio e crea un ambiente più opaco per i partecipanti al mercato e i supervisori», spiega la Vigilanza.
Fondi e investitori utilizzano il credito bancario per introdurre leverage, finanziare investimenti e fornire bridge financing. Questa operatività può avvenire a diversi livelli: a monte per gli investitori, a metà strada per i fondi veri e propri o a valle per le società nei portafogli dei veicoli di investimento. Oltre a queste esposizioni, le banche vantano anche crediti verso i veicoli attraverso derivati che offrono ai clienti, solitamente per fornire copertura contro movimenti sfavorevoli nei tassi o nei cambi.
Come detto, in risposta alle crescenti interconnessioni tra banche e fondi di private equity e di private credit, la Bce ha avviato un'analisi esplorativa. I risultati dell'indagine mostrano che l'esposizione complessiva è significativa e che quello di credito rappresenta il rischio principale. La revisione ha rilevato esposizioni molto eterogenee tra le banche: diversi istituti universali di importanza sistemica globale hanno offerte di prodotti molto ampie sia per i fondi di private equity che per quelli di private credit, mentre altri gruppi scelgono di concentrarsi solo sui private equity o di fornire un'offerta di prodotti più limitata (per esempio, subscription finance).
Mentre le banche soggette alla Vigilanza Bce sembrano generalmente essere meno coinvolte nel segmento di private equity e private credit rispetto ad alcune delle loro controparti statunitensi più grandi, alcune banche hanno esposizioni elevate e il contributo che questo segmento apporta ai loro profitti è considerevole. Inoltre, questo segmento di mercato porta anche a redditi accessori, ad esempio tramite attività di consulenza e ipo.
In questo contesto particolarmente delicato la Bce «continuerà a monitorare attentamente le esposizioni delle banche e delineerà una serie di aspettative di vigilanza per la gestione del rischio delle esposizioni ai fondi di private equity e di private credit», conclude il documento. In particolare agli istituti verrà chiesto di presentare informazioni sul loro approccio di gestione del rischio nonché una valutazione del divario rispetto alle aspettative della Bce. Francoforte seguirà quindi le banche su base individuale per garantire che le aspettative di vigilanza siano soddisfatte. (riproduzione riservata)