Per un anno WhatsApp accetterà chatbot diversi da Meta AI nei Paesi dell’Unione Europea. Lo ha deciso Meta, proprietaria dell’app di messaggistica, in risposta a un’indagine Antritrust avviata dalla Commissione Europea dopo il blocco - annunciato ad ottobre 2025 ed effettuato a gennaio 2026 - degli assistenti AI sviluppati dai concorrenti.
A febbraio l’esecutivo comunitario aveva avvisato la società di Mark Zuckerbeg dell’intenzione di imporre misure provvisorie per evitare che il blocco causi «un danno grave e irreparabile» alla competizione.
In questo modo i servizi AI di sviluppatori diversi da Meta torneranno su WhatsApp in Europa. In Italia, però, nulla cambierà dal momento che Antitrust nazionale ha agito d’anticipo. Già a dicembre, infatti, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha vietato alla big tech di estromettere i competitor. In risposta, il gruppo ha stabilito che dal 16 febbraio 2026 le società AI che vogliono tenere i loro chatbot su WhatsApp in Italia debbano pagare una tariffa di 0,0572 euro per ogni risposta generata dall’intelligenza artificiale, secondo il sito specializzato TechCrunch.
Inoltre, Meta ha fatto sapere di essere pronta ad applicare questo schema in altri Paesi, in presenza di obblighi regolatori paragonabili a quelli italiani.
La decisione di Meta di non bloccare i chatbot concorrenti in Ue, almeno per un anno, previene l’imposizione delle misure provvisorie minacciate dalla Commissione. «Riteniamo che ciò elimini la necessità di un intervento immediato, poiché concede alla Commissione Europea il tempo necessario per concludere la sua indagine», ha affermato un portavoce di Meta. (riproduzione riservata)