Oltre l’80% dei fondi raccolti a livello globale e il 50% delle operazioni nel 2025. È questa la misura della leadership statunitense nel campo dell’intelligenza artificiale secondo un report di Cb Insights. L’Europa e la Cina seguono a distanza siderale: il Vecchio Continente si è fermato al 9,3% dei finanziamenti, Pechino intorno al 3%.
E l’Italia? Roma è rappresentata nei ranking elaborati da Cb Insights da Cdp Venture Capital, nella top ten degli investitori più attivi, e Bending Spoons, al terzo posto tra i round di serie C più grandi d’Europa negli ultimi tre mesi del 2025.
Nel 2025 gli Stati Uniti hanno fatto incetta di capitali con 188,8 miliardi di dollari raccolti (più del doppio rispetto al 2024 e l’83,6% del totale globale) in 3.656 deal (52,8%). Solo nell’ultimo trimestre dell’anno i finanziamenti sono stati pari a 71,3 miliardi grazie ad alcune maxi operazioni come il round da 22,5 miliardi di OpenAI (che nell’intero anno ha ottenuto 41 miliardi) e quelli da 15 miliardi e 7,5 miliardi di Anthropic (32,5 miliardi totali) e xAI (12,8 miliardi nei 12 mesi).
Una parte importante dei fondi, per la precisione il 41% del totale mondiale, è finita infatti nelle casse di poche società che sviluppano i large language model (LLM), ovvero i complessi (e costosissimi) sistemi che muovono i chatbot come ChatGpt (OpenAI), Gemini (Google) o Claude (Anthropic). Tre aziende (OpenAI, Anthropic e xAI) hanno raccolto da sole 86,3 miliardi.
Anche guardando al numero di unicorni (le startup valutate oltre 1 miliardo di dollari) il dominio statunitense è schiacciante. Gli Usa ne contano 256 contro i 47 dell’Europa e i 45 dell’Asia.
In questo contesto, alle società non statunitensi resta poco da spartirsi. In Europa le startup attive nel campo dell’AI hanno raccolto 22,1 miliardi di dollari (+67%) nel 2025, includendo nel calcolo anche i fondi andati a società israeliane, in 1.494 round di finanziamento. Questi numeri valgono il 9,3% dei finanziamenti, ma il 21,6% dei deal a livello planetario.
Gli investitori più attivi nel Vecchio Continente - adottando come criterio il numero di aziende finanziate nel 2025 - sono il fondo di venture capital britannico Index Ventures (16 startup) e Bpifrance (9), l’equivalente francese di Cdp. Nella top ten, al decimo posto, compare anche l’italiana Cdp Venture Capital (5).
L’Italia è presente anche nella classifica dei round più grandi d’Europa, grazie alla raccolta da 270 milioni di dollari effettuata da Bending Spoons a fine ottobre con una valutazione di 11,7 miliardi. (riproduzione riservata)