Per Google arrivano le linee guida dalla Commissione Europea. L’organo esecutivo dell’Ue ha infatti avviato due procedimenti per chiarire in che modo la società debba attuare gli obblighi previsti dal Digital Markets Act (Dma), il regolamento europeo sui mercati digitali che impone vincoli aggiuntivi ai grandi player. Nel caso di Alphabet (Google), i servizi che ricadono sotto il cappello del Dma sono Google Search, Google Play, Google Maps, YouTube, Android, Chrome, Google Shopping e la pubblicità online.
Al centro degli approfondimenti della Commissione Ue ci sono in particolare l’interoperabilità del sistema operativo Android, la possibilità per le aziende concorrenti di accedere ai modelli AI di Gemini e l’accesso ai dati di Google Search da parte di operatori terzi.
Il primo punto riguarda l’obbligo di assicurare agli sviluppatori terzi un accesso gratuito ed efficace alle funzionalità hardware e software controllate da Android. L’attenzione della Commissione si concentra nello specifico sulle funzionalità utilizzate dai servizi di intelligenza artificiale di Google, Gemini.
«Gli strumenti di AI stanno trasformando il modo in cui cerchiamo e riceviamo informazioni online sui nostri smartphone e persino il modo in cui interagiamo con i nostri dispositivi. Questo crea nuove opportunità. Vogliamo massimizzare il potenziale e i vantaggi di questo profondo cambiamento tecnologico assicurando che il campo di gioco sia aperto ed equo, senza favorire i pochi più grandi», ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione Europea.
Il secondo procedimento riguarda il dovere di concedere ai fornitori terzi di motori di ricerca online l’accesso ai dati detenuti da Google Search, come ranking, chiavi di ricerca, click e visualizzazioni, in forma anonima e a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie.
Entrambi i procedimenti si concluderanno nel giro di sei mesi. Nello specifico, entro i prossimi tre mesi la Commissione comunicherà a Google le conclusioni preliminari, indicando le misure elaborate per assicurare una piena conformità al Dma. Non trattandosi di un’indagine per non conformità alle norme, al momento non sono previste sanzioni.
«Android è progettato per essere aperto e stiamo già concedendo in licenza i dati di ricerca ai concorrenti ai sensi del Dma», ha replicato Clare Kelly, senior competition counsel di Google. «Tuttavia, temiamo che ulteriori norme, spesso dettate dalle lamentele dei concorrenti piuttosto che dall'interesse dei consumatori, possano compromettere la privacy, la sicurezza e l'innovazione degli utenti». (riproduzione riservata)