L’economia locale alla prova dei grandi cambiamenti mondiali. È questa la chiave d i lettura della quinta edizione dell’Abruzzo Economy Summit in corso oggi e domani a Pescara. La kermesse, ideata dall’agenzia di comunicazione Mirus, è promossa dalla regione Abruzzo in collaborazione con Milano Finanza e Class Cnbc.
Il convegno chiama a raccolta istituzioni, imprenditori ed esperti per fare il punto e orientare le prospettive economiche del territorio.
La sessione inaugurale è stata interamente dedicata al tema della transizione energetica.
Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, ha invitato a superare il concetto di transizione per parlare, più realisticamente, di integrazione energetica.
«In questi anni si è discusso molto di transizione», ha osservato, «immaginando di poter sostituire dall’oggi al domani fonti che restano fondamentali per il sistema produttivo e di consumo. Io preferisco parlare di integrazione, dove tutte le componenti del mix concorrono allo stesso obiettivo dando continuità di fornitura». L’ad di Snam ha ricordato il blackout spagnolo di aprile come esempio degli effetti negativi della fuga in avanti verso le rinnovabili: «L’estremismo non funziona. Il giorno dopo il crollo gli spagnoli sono dovuti tornare pesantemente al gas».
Scornajenchi ha poi sottolineato che l’energia è il primo fattore di costo dell’economia nazionale e ha concluso il suo intervento parlando del ruolo del gas naturale: «È una fonte affidabile, programmabile e sicura che non ci abbandonerà nei prossimi anni. Nessuna tecnologia da sola può fare la differenza ma il gas resta spesso il fattore che permette la sinergia tra le altre fonti».
Per Nicola Monti, amministratore delegato Edison, non l’errore consiste in un approccio ideologico al tema dell’energia. L’obiettivo deve essere quello di tenere insieme la decarbonizzazione con la sicurezza energetica, che deve però avere la priorità. «Occorre valutare tutte le possibilità in modo pragmatico ed è molto probabile che il nucleare farà parte del mix energetico nazionale insieme alle fonti rinnovabili. Anche le nuove generazioni ne hanno una visione più positiva rispetto ai loro genitori », ha concluso.
Per Luca Mastrantonio, amministratore delegato di Nuclitalia, il nucleare può assumere un ruolo strategico per la sicurezza energetica nazionale.
«Per decenni», ha ricordato, «l’Italia ha affidato il proprio mix energetico a una forte dipendenza dall’estero, sia per l’acquisto di materie prime, sia per la fornitura diretta di energia nucleare da impianti a ridosso dei nostri confini».
Secondo Mastrantonio, le recenti crisi geopolitiche hanno reso evidente che l’energia è sia una leva economica che geopolitica.
Le rinnovabili, ha spiegato, sono imprescindibili, ma da sole non bastano a sostenere il fabbisogno crescente legato ai data center e alla mobilità elettrica. Per questo occorre affiancare una fonte decarbonizzata, programmabile e stabile come il nucleare.
A seguire è intervenuto Riccardo Toto, direttore generale di Renexia, che ha posto l’accento sul potenziale delle fonti rinnovabili, in particolare dell’eolico offshore, capace di coniugare sostenibilità e sviluppo industriale.
In un’analisi prospettica, il ceo della multinazionale chietina ha affermato che «l’energia sarà sempre più necessaria, basti pensare che una sola domanda a ChatGPT consuma circa 34 watt-ora, l’equivalente di dieci secondi di televisione accesa. Nei prossimi vent’anni la domanda energetica globale è destinata a raddoppiare»
Toto ha ricordato che in Italia l’eolico offshore potrebbe sviluppare fino a 15 gigawatt, generando un valore aggiunto stimato in 45 miliardi di euro per l’economia nazionale. Un obiettivo che, ha aggiunto, sarà raggiungibile se si riuscirà a sganciare il costo dell’energia da quello del gas, abbattendo così le bollette e rendendo più competitivo il sistema produttivo.(riproduzione riservata)