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Abi: niente rincari sui conti correnti delle banche. La manovra non causerà un rialzo dei costi per i clienti
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Abi: niente rincari sui conti correnti delle banche. La manovra non causerà un rialzo dei costi per i clienti

di Francesco Ninfole e Valeria Santoro (MF Newswires)
23 ottobre 2024, 20:30

Il presidente Abi Antonio Patuelli: occorre sottarre i temi bancari dalla propaganda politica. Lo Stato può alzare i tassi dei conti postali se vuole aumentare le remunerazioni. Sì alle proposte su cripto. Sull’Unione bancaria ataviche diffidenze dei Paesi del Nord Europa

Le misure sul differimento delle attività fiscali (Dta) previste dalla manovra sono un «sacrificio» per le banche, ma non determineranno un aumento dei costi per i correntisti. Lo ha assicurato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, durante un seminario dell’associazione a Firenze. Il giudizio complessivo sulla legge di bilancio, ha ribadito Patuelli, arriverà quando ci sarà il testo finale. «Non mi aspetto un aumento delle tariffe e dei costi dei servizi» a causa del «posticipo della detrazione» sulle Dta previsto in manovra, ha detto. La norma «sarà assorbita nei conti economici» delle banche, ha precisato Patuelli che ha invitato a «sottrarre i temi bancari dalla propaganda politica».

Il presidente dell’Abi ha poi detto di condividere la proposta del governo di alzare al 42% la tassazione sulle criptovalute: «Mi domando perché ci dovrebbe essere una tassazione agevolata su una forma di liquidità incontrollata».

La tassazione del risparmio

Per Patuelli «il risparmio deve avere una tassazione più limitata quanto più si allontana dalla speculazione», anche perché quanto più è stabile tanto più può favorire gli investimenti. Sui conti correnti, ha osservato, grava una tassazione «elevatissima» con l’imposta di bollo che è una «patrimoniale». Il banchiere ha precisato che «una delle voci delle entrate dello Stato che è cresciuta di più è l’imposta sugli interessi e i premi corrisposti da istituti che nei primi otto mesi del 2023 aveva portato allo Stato 1,08 miliardi di euro e che nel 2024 era pari a 4,29 miliardi».

La remunerazione dei conti

Se lo Stato vuole che i conti correnti siano remunerati di più «non deve inventarsi stranezze», ha detto il banchiere. Secondo Patuelli, in tal caso la prima mossa del governo dovrebbe essere quella di remunerare di più i conti correnti postali e quelli delle banche controllate. In Europa e in Italia «non si può imporre qualsiasi prezzo o tariffa, c’è la concorrenza».

La competizione sulla liquidità

In tema di liquidità, Patuelli ha sottolineato che la Bce rinnova sempre meno bond sovrani e questo implica che «si svilupperà sul mercato una competizione sulla liquidità investita a tempo. Di fronte agli attesi incrementi dei mutui delle famiglie e dei prestiti alle imprese le banche avranno bisogno di depositi a tempo. Il maggior rischio per le banche è quello relativo alla liquidità», ha sottolineato Patuelli.

Le autorità internazionali, ha aggiunto, «stanno ripensando le soglie di liquidità per renderle ancora più prudenziali viste le crisi delle banche americane dove ci sono stati velocissimi deflussi di depositi a vista. Testimonianza ulteriore che il deposito a vista non dà stabilità bancaria». In Italia «le crisi bancarie sono lontane», anche se restano «limitati casi» che potranno essere risolti con i fondi interbancari.

Più in generale, il presidente dell’Abi ha spiegato che «la prima esigenza dell’economia italiana è favorire un clima di maggior fiducia». Ci sono eventi «prossimamente che dovrebbero dissipare incertezze», ha sottolineato Patuelli citando le elezioni Usa e l’entrata in carica della nuova Commissione Ue dal primo dicembre.

Ataviche diffidenze sull’Unione bancaria

Sull’Unione bancaria «non si deve rimanere inerti», ha osservato. Il terzo pilastro, ovvero la garanzia comune sui depositi, non è stato realizzato per «ataviche diffidenze» dei Paesi del Nord Europa verso quelli del Sud. In tal senso le polemiche sui titoli di Stato sono state una «ritorsione». Per il presidente dell’Abi, serve una «stabilità prospettica e una semplificazione del quadro normativo». Ieri intanto il direttore generale dell’Abi Marco Elio Rottigni ha presentato il piano dell’associazione con nuove task force interne. (riproduzione riservata)



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