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Titolo di studio, conoscenze, competenze e abilità acquisite nei propri percorsi personali e professionali. Come valorizzarle per trovare lavoro nell’era dell'intelligenza artificiale, che agisce sia come strumento per i candidati sia come filtro automatizzato per le aziende? Il primo passo è sicuramente far leggere gli annunci di lavoro a un algoritmo usando in modo strategico i portali online. A partire dai noti Indeed e LinkedIn, Wellfound e Glassdoor, fino a quelli focalizzati su settori specifici, in particolare quelli tecnologici, altri offrono funzionalità verticali per ottimizzare le candidature in determinati ambiti professionali.

MatchGuru, per esempio, combina AI e «human touch» per rendere la ricerca di personale più mirata e veloce nei settori tech, digital ed engineering. «Approfondiamo fino a individuare il candidato giusto per quel ruolo non solo in termini di competenze, ma anche per condivisione di cultura aziendale, sociale e well-being. Se la prima fase è affidata all’AI, è il tocco umano dei nostri recruiter a fare la differenza», spiega Marco Laino, ceo di MatchGuru. Diversi i settori per nCore Hr, fra cui retail, moda e automotive, e Joinrs, che spazia dal banking al manufacturing e ha lanciato il vibe recruiting. «È un approccio moderno alla selezione del personale focalizzato sull’energia e sui valori del candidato e su come è capace di comunicare e allinearsi ai valori aziendali», chiarisce il ceo e co- founder Gabriele Giugliano.

Il plus della tecnologia di nCore Hr, invece, è aiutare a evitare bias inconsci, riportando solo informazioni oggettive e garantendo un recruiting equo e inclusivo, capace di valorizzare il merito. «L'AI oggi è cruciale nel potenziamento della selezione. Può anche offrire supporto nella stesura di job description inclusive, per un processo davvero trasparente sia per le aziende sia per i candidati», precisa il ceo Enrico Ariotti.

Tra i nuovi protagonisti del settore c'è anche Shakers, piattaforma AI-driven spagnola che connette freelance qualificati con aziende per progetti complessi. Colossi come Microsoft, Inditex, Hp, Accenture e Ibm utilizzano già la loro tecnologia per coordinare collaborazioni ad alto valore in software, marketing e design della durata media di 6-7 mesi. A febbraio Shakers ha fatto il suo ingresso in Italia con l’obiettivo di colmare il mismatch tra competenze richieste dalle imprese e talenti disponibili. La piattaforma è entrata con una base di 600 talenti madrelingua e l’adesione all’Italian Tech Alliance. La sua tecnologia proprietaria utilizza AI agentic per automatizzare il matching in meno di 48 ore, gestendo selezione, contratti legali e pagamenti sicuri.

L'AI è entrata nel settore della selezione del personale fin da subito. Secondo il World Economic Forum, circa il 90% dei datori di lavoro utilizza l'intelligenza artificiale per filtrare o classificare i curricula. Anche le grandi agenzie del comparto, dovendo gestire migliaia di candidature al giorno, si affidano ai chatbot per compiere una pre valutazione dei cv, come conferma Alessandro Proietti, vp Strategy development & innovation Adecco Italia, tra i leader nel settore dei servizi per le risorse umane per volume d'affari e capillarità territoriale. «Impieghiamo l’AI per automatizzare la lettura e la valutazione dei cv grazie a sistemi di document intelligence, che permettono di analizzare rapidamente grandi volumi di profili e di identificare in modo accurato quelli più adatti alle esigenze aziendali». Adecco si avvale inoltre di chatbot intelligenti per offrire assistenza ai candidati, per esempio nella stesura proprio del curriculum. «Si chiama CV Maker, è basato su intelligenza artificiale generativa ed è stato progettato per essere accessibile e inclusivo, permettendo a chiunque di creare un resume in modo semplice e intuitivo, anche tramite messaggi vocali. Dal suo lancio, ad aprile 2024, sono stati generati quasi 50mila curricula, con un tasso di conversione significativo: circa il 20% degli utenti ha scelto di iscriversi al database Adecco e il 14% ha poi trovato lavoro con la nostra agenzia».
Per Aurelio Ravarini, direttore del Digital transition hub dell'Università Liuc di Castellanza e docente del nuovo corso in Human Resources & Digital Management che sarà inaugurato il prossimo anno accademico, l’intelligenza artificiale è una leva straordinaria per trovare lavoro a patto che sia opportunamente addestrata, a prescindere dalle piattaforme. «Per la stesura del cv si può utilizzare un qualsiasi tool, da ChatGpt a Claude, a Gemini», elenca. «La pecca è che poi si assomigliano e sono facilmente riconoscibili dai selezionatori, facendo apparire un profilo generico o poco autentico.
Meglio personalizzare, utilizzando l’AI come assistente e non come sostituto, per esempio chiedendo di adattare l’esperienza alla job description dell'annuncio, evidenziando parole chiave coerenti con l'offerta di lavoro, rendendolo compatibile con gli Ats (Applicant tracking system), i software usati dalle aziende per filtrare automaticamente le candidature. Meglio evitare i white fonting, le parole chiave della job description copiate in bianco nel cv per ingannare i software di selezioni. I moderni sistemi Ats ormai individuano questa pratica e si rischia di fare una pessima figura». Se i titoli di studio sono importanti, le soft skills ancora di più. «Negli Usa le big tech ormai preferiscono candidati con competenze dimostrabili, certificazioni o esperienza lavorativa, che valgono più della laurea». L’AI è perfetta anche per il job scouting. «Il chatbot può individuare le offerte che corrispondono al proprio profilo, ma anche identificare ruoli alternativi, indicando posizioni lavorative affini alle proprie competenze». Si può sfruttare l’AI generativa per prepararsi al colloquio. «Questi modelli agiscono come veri coach simulando domande reali, analizzando le risposte e inviando feedback sui punti forti e deboli. Un aiuto per acquisire maggiore sicurezza e ridurre l'ansia da prestazione». Per ottenere i migliori risultati, basta utilizzare prompt specifici come «agisci come un esperto hr; simula un colloquio per la mia posizione; fai una domanda alla volta, analizza le risposte e proponi suggerimenti su come migliorarle». Per velocizzare la ricerca di lavoro, infine, scegliere piattaforme come Loopcv, LazyApply, Simplify e JobCopilot, che inviano automaticamente i cv per conto del candidato. © riproduzione riservata