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6 titoli di Piazza Affari per difendersi da Bce e Fed

10 marzo 2023, 08:25

Vedere la curva dei rendimenti americani invertirsi e aprirsi come non avveniva dal 1981 ha lasciato a bocca aperta il mercato. Giovedì 8 marzo il differenziale fra il T bond Usa a 2 anni e quello a 10 anni si è allargato a 100 punti base, venerdì 9 è salito a 105 punti base.  E il Ftse Mib cede oltre l’1% a 27.590 punti. Il Treasury con scadenza 2025 rende il 5,045%, quello al 2033 il 3,995%. Le borse scontano in questo modo una recessione a breve negli Usa innescata dall’accelerazione nel rialzo dei tassi dopo le parole da falco del governatore della Fed, Jerome Powell. Nel 1981 a dirigere la Banca centrale statunitense c’era Paul Volcker, passato alla storia per aver mandato in recessione gli Usa a colpi di veloci rialzi del costo del denaro.

 

Secondo Andrea Scauri, gestore del fondo Lemanik High Growth, «a oggi, la probabilità di una recessione nel primo semestre 2023 rimane bassa e lo scenario di un soft landing è il più probabile per i mercati. Tuttavia, questo processo di rapido aggiustamento della politica monetaria aumenta il rischio di un brusco rallentamento economico involontario da parte delle banche centrali nel secondo semestre o a inizio 2024, con rischi per gli utili aziendali». Le politiche monetarie restrittive potrebbero essere necessarie più a lungo del previsto, nota Scauri. In particolare, i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti sono stati «significativamente più forti delle previsioni, così come l'inflazione si è dimostrata più resistente, aumentando di conseguenza la probabilità che la Fed e la Bce siano costrette ad alzare i tassi più di quanto inizialmente scontato dai mercati, con rischi anche per l'economia». I dati mostrano che la domanda si sta dimostrando più resistente di fronte all'attuale stretta monetaria e che i «persistenti danni all'offerta dovuti alla pandemia stanno limitando la moderazione dell'inflazione».

 

In Europa, il tasso di deposito della Bce è attualmente al 2,5% e il mercato «prevede un aumento al 3,7% entro settembre 2023», sottolinea il gestore. Che mette in evidenza come «tassi reali più elevati implicano tassi di sconto più alti per la valutazione delle azioni, che devono essere più che compensati da stime più elevate per portare a prezzi azionari più alti», uno scenario che sembra «improbabile nel breve termine», ragiona  il gestore di Lemanik. I settori più sensibili ai tassi di interesse in questa fase stanno già mostrando forti rallentamenti, ricorda Scauri: la domanda di mutui negli Stati Uniti sta subendo la più forte contrazione in almeno 30 anni (-57% annuale a febbraio), «con i tassi attuali che suggeriscono un ulteriore deterioramento». La curva dei tassi, ricorda Scauri, fra il titolo decennale e quello a due anni rimane «fortemente invertita continuando a segnalare un'alta probabilità di recessione. La nostra conclusione è che nel lungo termine, ovvero nella seconda metà del 2023, i rischi sono inclinati verso una maggiore azione delle banche centrali che potrebbe avere un impatto sull'economia e sugli utili societari». Nel breve termine, tuttavia, la partecipazione degli investitori «al mercato azionario è ancora sottopesata» e Lemanik vede ancora spazio per «posizionarci sulle azioni a pieno regime, ma privilegiando i titoli di qualità rispetto a quelli ciclici».

 

In questo contesto, il portafoglio di Lemanik si concentra sui temi legati al «green capex, gli investimenti nel settore sostenibile con titoli come Danieli e Prysmian e telecomunicazione, con titoli come Inwit e Ray Way», spiega Scauri. «Seguiamo anche il settore del gas. Con la recente carenza di gas dovuta ai mancati flussi dal North Stream 1 e il conseguente potenziale tetto ai prezzi del gas che possono agire come un divieto anche per il mercato petrolifero russo, potrebbe venire a mancare una grande produzione, favorendo l'attività di perforazione negli Stati Uniti per lo shale oil e lo shale gas». Questo è il motivo per cui Lemanik punta su Tenaris, «una partecipazione fondamentale, insieme a Saipem». (riproduzione riservata)



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