L'Italia è entrata nel piccolo ma crescente mercato delle obbligazioni sovrane verdi, collocando 8,5 miliardi di euro di Btp Green al 2045, il suo debutto nel settore, stabilendo così il record per la più grande emissione di obbligazioni sovrane verdi della zona euro. Il nuovo bond, secondo quanto riportato da Dow Jones Newswires, ha una cedola dell'1,50% ed è stato prezzato a 99,168, con un rendimento reale annuo dell'1,547%.
Alla chiusura del libro ordini, secondo quanto riportato a MF-Dow Jones da uno dei bookrunner, la domanda per la nuova obbligazione aveva superato gli 80 miliardi euro, tra cui 5,75 miliardi dai joint lead manager. Le banche collocatrici sono Bnp Paribas, Credit Agricole, Intesa Sanpaolo, Jp Morgan e NatWest Markets. Intesa Sanpaolo e Credit Agricole sono state anche structuring advisor del Framework dell'emissione.
L'emissione del Btp Green all'aprile 2045 rappresenta, secondo gli analisti, solo l'inizio, poiché il Ministero dell'economia e delle finanze italiano prevede di costruire una curva dei rendimenti verde che secondo gli strategist sarebbe ragionevole. Infatti, data la relativa scarsità di rendimento tra gli emittenti green, un titolo a 24 anni potrebbe incontrare un certo appetito dato il suo rendimento superiore all'1%. Gli analisti prevedono l'emissione di obbligazioni verdi per almeno 35 miliardi di euro nella zona euro nel 2021. Nel frattempo, sul mercato obbligazionario dell'Eurozona sono riprese le vendite dopo la forte volatilità della scorsa settimana, dopo che sempre più banchieri centrali si sono espressi sull'argomento delle vendite di bond. Lo spread Btp/Bund ha chiuso a 103,78 punti, in lieve aumento.