Lo spread Btp/Bund è rimasto sotto la quota psicologica dei 100 punti base a 95,957 punti base, poco mosso rispetto ai 95,44 della chiusura di ieri.
Gli analisti rimangono positivi sui titoli di Stato italiani, sopratutto alla luce del fatto che l'ex presidente della Bce, Mario Draghi, sembra diretto a completare con successo il primo ciclo di consultazioni sulla formazione del governo. Il fatto che i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano rimasti relativamente stabili in questo periodo senza che la Bce abbia aumentato gli acquisti di asset, come suggerito dai recenti dati, è un segnale decisamente positivo.
Se vedrà la luce un governo istituzionale guidato da Mario Draghi, il mercato si aspetta che lo spread Btp/Bund si restringa ancora. Il differenziale si è già ridotto sotto i 100 punti base solo per la prospettiva di Draghi come primo ministro, spinto dal fatto che tale scenario ridurrebbe di gran lunga l'incertezza politica. Gli esperti vedono spazio per un ulteriore, graduale restringimento verso l'obiettivo di spread a medio termine di 75-80 punti base nei prossimi tre-sei mesi, aspettandosi che la volatilità degli spread diminuisca in questo scenario.
Un Governo Draghi potrebbe non solo ridurre l'incertezza politica, ma anche accelerare un percorso di uscita dalla crisi e sostenere tassi più bassi nel breve termine. Con il debito italiano su livelli record a circa il 160% del Pil, il nuovo esecutivo dovrà enfatizzare un quadro politico sostenibile che favorisca la ripresa nel breve termine attraverso l'investimento strategico di 209 miliardi di euro di fondi Ue e che definisca una visione per la disciplina fiscale di lungo termine.