Lo spread Btp/Bund ha archiviato la seduta in leggero allargamento a 142,334 punti base in vista di un forte aumento delle emissioni la prossima settimana, con un contesto di mercato che rimane orientato alla prudenza e all'avversione al rischio.
L'aumento delle infezioni da coronavirus, i ritardi su ulteriori stimoli fiscali negli Usa e l'incertezza sulle elezioni statunitensi continueranno a prosciugare la fiducia degli investitori. Inoltre, con gli spread sui titoli sovrani dell'Eurozona vicini ai minimi per quest'anno, è difficile secondo gli esperti immaginare che la Bce sentirà l'urgenza di agire troppo presto. Per questo, è possibile che le divisioni all'interno del Consiglio Direttivo porteranno alla decisione di prolungare il Pepp attorno al meeting di marzo, e ciò potrebbe a sua volta pesare sul sentiment nelle zone periferiche.
Oggi l'unica emissione significativa nell'Eurozona sono stati i 6,5 miliardi di Bot a sei mesi in asta da parte dell'Italia. Il Mef ha collocato i titoli con un rendimento in calo a -0,392% e un bid-to-cover a 2,01. Martedì l'Italia metterà all'asta fino a 8,25 miliardi di euro del nuovo Btp dell'aprile 2031, di Btp al 2026 e CCTeu al 2024.
Intanto, la Banca centrale europea dovrebbe riesaminare il suo obiettivo di inflazione nell'ambito della revisione del proprio quadro di politica monetaria, secondo il membro della Bce e governatore della Banca centrale di Francia, Francois Villeroy de Galhau. Attualmente, la Bce cerca di orientare l'inflazione nel medio termine verso un tasso inferiore ma vicino al 2%. Villeroy ha sottolineato che l'obiettivo è "simmetrico" e la Bce potrebbe tollerarne il superamento per qualche tempo senza inasprire la sua politica monetaria.