Lo Spread ha chiuso la giornata in lieve contrazione a 135,33 punti base, nonostante i dati Pmi sull'Eurozona abbiano evidenziato un sostanziale arresto della ripresa dell’attività economica a settembre.
L'indice Pmi composito dell'Eurozona preliminare di settembre si è attestato a 50,1 punti, in calo rispetto ai 51,9 di agosto e sotto le stime del consenso a 51,7 punti. A settembre, la ripresa dell'economia dell'Eurozona si è bloccata per via dell'incremento dei casi di Covid-19, il quale ha causato nuovamente la contrazione dell'attività del settore dei servizi europeo. Per gli analisti, è evidente che si è di fronte ad un'economia a due velocità, con le fabbriche che riportano una crescita della produzione alimentata dalla sempre maggiore domanda, soprattutto estera, e dalla riapertura del commercio al dettaglio in parecchie nazioni. Il settore dei servizi, tuttavia, è ritornato a contrarsi notevolmente per via degli interrogativi sollevati sull'impatto della trasmissione virale sulle imprese di consumo con alto contatto interpersonale.
Il calo dello Spread è dunque più che altro dovuto all’onda lunga degli acquisti legati all'esito elettorale e al clima di minore avversione al rischio, con il tasso del Btp trentennale che stamani ha segnato un nuovo minimo storico a 1,75%. Secondo gli analisti di mercato, le probabilità di elezioni anticipate in Italia sono "remote" dopo le elezioni regionali e il referendum costituzionale, dai quali la coalizione di governo del Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico è emersa decisamente solida e forte.
Sul fronte primario, la Germania ha collocato 2,975 miliardi di euro di Bund al 2035 con un rendimento del -0,31%, in discesa rispetto al -0,22% del 26 agosto.