I mercati obbligazionari hanno in gran parte ignorato i disordini a Washington, con una folla di manifestanti pro-Trump che ha fatto irruzione al Congresso, interrompendo la seduta che doveva ratificare la vittoria alle elezioni presidenziali di Joe Biden. L'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti non ha influenzato in modo particolare i mercati, che sono più concentrati sulle vittorie dei democratici nei ballottaggi per il Senato. I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono saliti, in linea con rendimenti dei Treasury più alti. Il rendimento del T-Note Usa a 10 anni viene scambiato all'1,061%, in salita di due punti. Il tasso di finanziamento del Bund tedesco a 10 anni è salito a -0,54%, poco mosso sui 110 punti base lo spread Btp/Bund.
Sul fronte macro, l'inflazione nell'area euro a dicembre, secondo la lettura preliminare, è diminuita dello 0,3% a livello annuale, come a novembre e più di quanto atteso dal consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal, a -0,2% a/a. L'inflazione core preliminare, sempre nel mese di dicembre, è invece aumentata dello 0,2% a/a, stesso vlore registrato a novembre.
Con l'interruzione del periodo di riduzione dell'Iva tedesca, gli effetti negativi sui prezzi del calo del prezzo del petrolio visto all'inizio del 2020 svaniranno, e per quanto riguarda l'inflazione dei servizi, più avanti nel corso dell'anno sarà probabile che i lockdown diventino un problema di sempre minore importanza. Tuttavia, a medio termine, l'aumento della disoccupazione e gli output gap significativi manterranno un freno all'inflazione, e ciò significa che la Banca Centrale Europea non dovrebbe essere troppo preoccupata per la crescita dei prezzi nei mesi a venire.