Nell'ultimo giorno di negoziazione prima della pausa pasquale i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi, nonostante i dati positivi sul settore industriale dell'Eurozona. Il tasso di finanziamento del Bund decennale è sceso a -0,32%, con lo spread Btp/Bund rimasto stabile a 96 punti base.
L'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona definitivo di marzo, elaborato da Ihs Markit, si è attestato a 62,5 punti, in rialzo dai 57,9 punti di febbraio. Il dato è leggermente al di sopra della lettura preliminare e del consenso, entrambi a 62,4 punti. A marzo, il manifatturiero dell'Eurozona "è in fortissima crescita, con la produzione e i nuovi ordini in espansione a tassi mai osservati nei quasi 24 anni di storia del Pmi", spiegano gli economisti dell'agenzia Ish Market, analizzando i dati PPmi finali del manifatturiero dell'Eurozona. "Malgrado la crescita sia concentrata prevalentemente in Germania, dove nel corso del mese è stata riportata un'espansione record, la tendenza al rialzo è stata generale in tutta la regione con le aziende che hanno tratto vantaggio dall'aumento della domanda nazionale e dalla rinascita delle esportazioni".
Con la chiusura del primo trimestre del 2021, a cui si devono aggiungere l'aumento dei tassi di vaccinazione e la fine dei lockdown, secondo gli esperti vi sarà un contestuale aumento anche delle aspettative dell'inflazione della zona Euro. A tal proposito, Philip Lane, capo economista della Bce, ha definito l'aumento dell'inflazione nella zona euro come "causato da una serie di fattori transitori, mentre i trend sottostanti restano deboli e pertanto la Banca centrale europea deve mantenere una politica ultra accomodante".