I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono rimasti grossomodo stabili, con l'attenzione rivolta alla riunione di politica monetaria della Banca centrale europea di domani. È probabile che la Bce riveda al rialzo le previsioni sul Pil per il 2020, ma che corregga al ribasso anche le sue stime per il 2021. Gli esperti si aspettano che l'inflazione rimanga probabilmente ben al di sotto dell'obiettivo fino al 2023. Date le prospettive di crescita e inflazione contenute, è probabile che la Bce aumenti il programma di Qe di emergenza pandemica di 500 miliardi di euro ed estenda le operazioni Tltro.
La Bce ha inoltre due obiettivi in mente al momento, oltre a quello relativo all'inflazione a lungo termine: mantenere le attuali condizioni di finanziamenti agevolati ed evitare l'inasprimento delle condizioni di credito. In tale ottica, si prevede che annuncerà una ricalibrazione delle misure di politica monetaria in corso. Dal punto di vista della comunicazione, sarà molto probabilmente confermata l'attuale posizione “dovish”. Il Presidente Lagarde sottolineerà la necessità di mantenere l'attuale "flessibilità" nell'uso degli strumenti di intervento come il modo più efficiente per raggiungere i propri obiettivi.
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni ha chiuso a -0,6%. In lieve contrazione lo spread Btp/Bund, a 118,784 punti base, dopo che il Mef ha collocato 7 miliardi euro di Bot a un anno, con rendimento in calo a -0,498% e domanda a quasi 13 miliardi euro. Sempre sul fronte primario, la Germania ha collocato 2,411 miliardi di euro di Schatz a due anni, con un rendimento al -0,78%. La domanda da parte degli investitori e' stata pari a 2,3 volte l'offerta.