Torna la quiete sul mercato obbligazionario dell'Eurozona. Il rendimento del Bund decennale è sceso di sei punti base al -0,33%, mentre lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco è calato a 100,3 punti base. L'approvazione della FDA del vaccino a singola dose di Johnson e Johnson durante il fine settimana ha visto il trading di ripresa globale riapparire con forza questa mattina. Secondo gli esperti, questo mese l'attenzione si concentrerà su eventuali segnali di un aumento degli acquisti di obbligazioni da parte della Banca centrale europea e sui molti discorsi di membri della Fed durante la settimana.
La Banca centrale europea potrebbe fare una serie di cose per contenere l'aumento dei rendimenti obbligazionari sovrani e impegnarsi apertamente ad affrontare l'inasprimento ingiustificato delle condizioni di finanziamento che risulta dai tassi statunitensi più elevati, una salita non riflessa nei fondamentali della zona euro. La Bce potrebbe anche acquistare più asset nell'ambito del programma del Pepp, poiché nella dotazione da 1.850 miliardi euro rimangono ancora circa 1.000 miliardi inutilizzati.
Per quanto riguarda poi nello specifico l'Italia, è probabile che le agenzie di rating attendano il secondo ciclo di revisioni nella seconda metà dell'anno prima di prendere qualsiasi decisione. Gli analisti delle agenzie considerano la nomina di Mario Draghi a Presidente del Consiglio un evento positivo per il merito di credito dell'Italia, ma solo nel breve periodo. In particolare, il commento di Moody's evidenzia come gli strategist si aspettino che Draghi riesca a utilizzare correttamente i fondi dell'Ue, ma le sfide e l'opposizione alle riforme strutturali restano simili a quelle dei governi precedenti.