Lo spread Btp/Bund ha archiviato la seduta in allargamento a 101,562 punti base dopo che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha affidato a Barclays Bank Ireland, BofA Securities Europe, Jp Morgan, Societe Generale Inv. Banking e UniCredit il mandato per un'emissione dual tranche mediante sindacato di un nuovo benchmark Btp a 50 anni (scadenza 1 marzo 2072) e di una riapertura del Btp a 7 anni (scadenza 15 marzo 2028 e cedola 0,25%).
La transazione sarà effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato. Il Mef ha inoltre precisato che l'annuncio dei titoli e dei quantitativi in offerta nelle aste di titoli a medio-lungo termine previste per martedì 13 aprile avverrà tenendo conto dell'operazione annunciata. Allargando lo sguardo all'obbligazionario dell'Eurozona, i rendimenti sono saliti, ma si prevede che rimangano entro i range favoriti dalla Banca Centrale Europea, affermano gli esperti. Rimarrà un aspetto chiave, sopratutto per i Bund tedeschi, il movimento dei Treasury Usa, poichè la reflazione statunitense rimane uno tra i principali driver delle dinamiche di mercato.
Secondo gli strategist, inoltre, la decisione della Corte costituzionale tedesca di sospendere il processo di ratifica del Next Generation EU è un rischio per l'obbligazionario dell'Eurozona. Anche se gli esperti non ritengono probabile un esito delle consultazioni negativo, tale risultato non può essere escluso a priori data la natura giuridica del dibattito. Ciò potrebbe causare un significativo ampliamento degli spread nell'Eurozona, visto che gli investitori acquisterebbero il Bund come asset rifugio, spingendo al ribasso il rendimento del decennale tedesco.