I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono aumentati in scia a quelli dei Treasury Usa, dopo che la Federal Reserve si è mostrata ottimista sulle prospettive macro e tollerante verso i rendimenti obbligazionari piu' alti. Il rendimento del Bund tedesco è salito di due punti base a -0,26%, con lo spread in calo a circa 95 punti base.
L'esito della riunione della Fed non è dunque riuscito a frenare la corsa dei tassi governativi Usa, con il decennale che, nella mattinata Usa, si sta spingendo sopra quota 1,7% (massimo da inizio 2020). Il rialzo dei tassi Usa si sta riflettendo anche su quelli dell'Eurozona, anche se l'effetto è solo parziale, considerando che gli operatori sono consapevoli che, con l'aumento degli acquisti del Pepp a partire da aprile, la Bce dovrebbe essere in grado di frenare eventuali movimenti di rialzo.
I commenti continuano a suggerire che l'aumento dei rendimenti obbligazionari non è ancora vicino al punto in cui innescherebbe una risposta politica più forte da parte della Fed. Le montagne russe nei Treasury a lungo termine dovrebbero rallentare, ma dimostrano che la Bce non può immunizzare i Bund contro le ricadute dei movimenti sui mercati esteri.
La dichiarazione della Federal Reserve degli Stati Uniti ha suggerito che i funzionari non sono particolarmente preoccupati per il significativo aumento dei rendimenti e lo spostamento dei prezzi di mercato verso un rialzo dei tassi più vicino di quanto atteso in precedenza, e la combinazione di condizioni finanziarie incredibilmente accomodanti, che non si sono irrigidite nelle ultime settimane, un'accelerazione della campagna di vaccinazione e un altro pacchetto fiscale sono tutti elementi che aumenteranno ancora la tolleranza della Fed.