I Btp sono stati sotto pressione tutta la seduta, con lo spread che ha chiuso in allargamento a 125,025 punti base dopo che ieri la Bce ha ribadito che "se le condizioni di finanziamento favorevoli possono essere mantenute mediante flussi di acquisti di attività che non esauriscano la dotazione nell'orizzonte degli acquisti netti del Pepp, non sara' necessario utilizzare appieno la dotazione". Il tasso di finanziamento del decennale italiano è salito a 0,74%.
Il presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha specificato che l'Istituto non è legato ad un rendimento in particolare, ma ha un approccio olistico alle condizioni di finanziamento, monitorando una serie di metriche, dai tassi dei prestiti bancari ai rendimenti delle obbligazioni corporate e di quelle governative. A questo riguardo, secondo alcune indiscrezioni di stampa, i membri Bce avrebbero chiesto allo staff di mettere a punto entro la riunione di marzo nuovi indicatori per valutare l'impatto della politica monetaria sulle condizioni del credito e potenzialmente a contribuire alle decisioni future sulla quantita' di stimolo.
Ieri la Bce ha ribadito che il mantenimento dell'attuale livello di espansività delle condizioni finanziarie può richiedere di non utilizzare interamente il Pepp, oppure di aumentarlo e che quindi l'approccio rimane flessibile, anche se Lagarde è sembrata leggermente più ottimista. Per gli esperti, la comunicazione della Bce non è stata nulla di particolarmente sorprendente, ma il mercato vi ha ovviamente letto che la Banca Centrale è disposta a tollerare un minimo di rialzo di rendimenti e spread, senza considerarli una variazione delle condizioni finanziarie, per correggere le quali vale la pena investire.