I mercati obbligazionari dell'Eurozona hanno risposto con un miglioramento della propensione al rischio alla decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea, che ha potenziato con 500 miliardi euro la dotazione del Qe di emergenza pandemica, prolungandone la durata di nove mesi, al 31 marzo 2022. Il rendimento del Bund tedesco è salito a -0,58%, mentre lo spread Btp/Bund ha chiuso in lieve contrazione a 116,941 punti base. La Banca Centrale Europea ha soddisfatto in modo importante le aspettative degli investitori durante la riunione di oggi ed evitato uno sgradito rallentamento sulla strada della ripresa: il prolungamento della durata dei vari programmi è stato l’aspetto più significativo, che fornisce un importante sostegno ai mercati del debito sovrano.
Per quanto riguarda le condizioni delle Tltro III, l’Eurotower ha deciso di estendere di ulteriori 12 mesi il periodo nel quale si applicheranno condizioni considerevolmente più favorevoli, con tre operazioni aggiuntive che saranno condotte fra giugno e dicembre 2021. Lagarde e il Consiglio della Bce si aspettano inoltre che il Pil del quarto trimestre rilevi una flessione intorno al 2,2% su base trimestrale, comunque minore di quanto avvenuto in primavera. Le stime per il 2021 e per il 2022 fanno ben sperare, e prevedono un Pil dell’Eurozona in rialzo rispettivamente del 3,9% e del 4,2% su base annuale.
Infine, “l’inflazione rimane ad oggi deludentemente bassa”, ha sottolineato il numero uno dell’istituto, motivo per cui “manteniamo i tassi invariati, e verosimilmente rimarranno al livello attuale o addirittura inferiori fino a che l’inflazione non darà segni di un aumento”. Secondo Lagarde, l’inflazione resterà negativa anche all’inizio del 2021.