I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno chiuso la giornata in calo, influenzati dalla lettura estremamente debole dell'inflazione nell'area euro, ad agosto scesa in negativo per la prima volta dal 2016, con la componente core sui minimi storici a +0,4% su base annua. Lo Spread ha chiuso poco mosso a 144,669 punti (-1,29). Il dato sui prezzi di ieri ha alimentato le speculazioni su un ulteriore stimolo monetario da parte della Bce, che vede la dinamica inflattiva allontanarsi ulteriormente dal suo target. Nel mese appena iniziato torneranno inoltre a essere rilevanti le dinamiche di domanda e offerta.
Oggi la Germania ha collocato 3,316 miliardi di euro di Bobl a ottobre 2025 con un rendimento di -0,69% e un rapporto di copertura a 1,8. Sempre Berlino ha collocato 6,5 miliardi di euro, di cui 500 milioni di euro sono stati trattenuti dallo Stato, del suo primo green bond al 2030, gemello del Bund convenzionale in scadenza nell'agosto 2030. La domanda ha superato i 33 miliardi di euro (rendimento reale del -0,463%). Il green bond tedesco ha una nuova costruzione, con ogni titolo federale verde che avrà un gemello convenzionale, con la stessa scadenza e cedola. I joint lead manager dell'emissione sono Barclays, CACIB, Commerzbank, Deutsche Bank, JPM e UniCredit.
Proprio la Germania, a settembre, dovrebbe essere il Paese più attivo in termini di emissioni di titoli di Stato tra i maggiori 11 emittenti sovrani dell'Eurozona. Secondo gli economisti, la nazione tedesca dovrebbe emettere questo mese circa 33 miliardi di euro in bond sovrani, pari al 26% dell'emissione stimata degli 11 maggiori emittenti dell'area euro. L'Italia seguirà con una stima di 29 miliardi di euro di emissioni obbligazionarie a settembre.