Sul mercato obbligazionario europeo la seduta è stata cauta, dopo che ieri sono tornate a spadroneggiare le vendite a causa dell'atteggiamento poco chiaro delle banche centrali di fronte alla dinamica dei tassi obbligazionari. Il rendimento del Bund a 10 anni ha chiuso in ribasso di un punto base a -0,31%, con lo spread in lieve aumento a 105 punti base. L'aumento di quasi 6,5 punti base dei rendimenti dei Bund tedeschi di ieri riflette l'interpretazione del mercato secondo cui la Banca centrale europea non sembra avere fretta di agire in questa fase per fermare l'aumento dei tassi obbligazionari, dicono gli analisti.
Secondo gli analisti, le indicazioni secondo le quali la Bce non vede la necessità di azioni drastiche hanno innescato un'altra brusca correzione che è stata accompagnata da curve più ripide. Questo rimbalzo particolarmente netto è spiegato in particolare dai commenti fatti da Jens Weidmann e da un funzionario anonimo della Bce che cercano di minimizzare l'entità dell'aumento dei tassi di interesse della zona euro, chiarendo che la Banca centrale europea non prevede di adottare misure drastiche in questo frangente.
Anche oltreoceano, da ultimo, il presidente della Federal Reserve Bank di Chicago, Charles Evans, ha detto di non essere preoccupato per l'aumento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine. Evans non vede l'aumento dei rendimenti come un vento contrario alla crescita e non ha chiesto alla Fed di agire per contrastare l'aumento dei costi di prestito, anche se ha detto che la Fed ha gli strumenti se decidesse di farlo.