Nulla di fatto per i mercati obbligazionari, dove continua a regnare una calma piatta per via dell’assuefazione indotta dalle banche centrali. Lo spread Btp/Bund è rimasto poco mosso attorno a 114 punti base, ma il catalizzatore del mercato primario dei Btp è stata l’asta. Si è infatti chiuso con successo il collocamento via sindacato di un nuovo Btp a 15 anni. L'Italia ha avviato il programma di finanziamento annuale raccogliendo 10 miliardi di euro di nuovi Btp in scadenza nel marzo 2037. Il nuovo titolo ha una cedola dello 0,95% ed è stato prezzato a 99,409, con un rendimento reale annuo dello 0,992%. La domanda ha superato i 105 miliardi di euro, inclusi 3,6 miliardi dai lead manager. I bookrunner dell'operazione sono stati Barclays, HSBC, Morgan Stanley, Societe Generale e UniCredit. Domanda forte anche per il collocamento via sindacato bancario di titoli di Stato dell'Irlanda, che ha collocato via sindacato 5,5 miliardi di euro di nuovi titoli di Stato a 10 anni, con scadenza a ottobre 2031. Le richieste hanno superato i 40 miliardi di euro, inclusi 3,8 miliardi dalle banche che hanno gestito l'operazione. Il nuovo titolo non ha cedola ed è stato prezzato a 102,809, con un rendimento reale annuo a -0,257%. Nel resto dell'Eurozona, i rendimenti saliti leggermente. Il rendimento del Bund decennale ha chiuso in lieve rialzo a -0,57% annuo lordo. Un minimo di volatilità ha invece interessato il mondo dei prodotti a spread, come i corporate high yield e le emissioni emergenti. I prodotti diversificati sui bond ad alto rendimento in euro hanno lasciato sul terreno lo 0,25% circa, mentre i bond emergenti in valuta locale hanno raddoppiato tale discesa.