I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona hanno chiuso la giornata odierna in calo dopo la diffusione dei dati macro, i quali hanno evidenziato un vero e proprio crollo dell'inflazione nell'area dell'euro. Lo spread Btp/Bund ha terminato le contrattazioni in lieve contrazione a 145,958 punti base, -2,86 rispetto a ieri. L'inflazione dell'Eurozona, -0,2% su base annua, è diminuita in modo significativo in agosto e imarrà molto probabilmente contenuta e al di sotto dell'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea anche nel prossimo futuro. Il potere di fissare i prezzi delle imprese rimarrà limitato, la debolezza nel mercato del lavoro resterà elevata e i prezzi dell'energia contenuti.
Sebbene infatti i prezzi internazionali del petrolio e del cibo si siano in qualche modo ripresi, questi recuperi sono tutt'altro che sufficienti per compensare le forze disinflazionistiche che la crisi del Coronavirus ha amplificato. Se l'inflazione core continuera' a scendere, aumenteranno le pressioni sulla Bce per amplificare il sostegno monetario: gli investitori si aspettano infatti che l'Istituto centrale faccia molto di piu' di quanto fatto fino ad ora per ancorare le aspettative di inflazione a medio e lungo termine. Dopo che la Federal Reserve ha scelto un approccio flessibile sul target, sono aumentate le aspettative del mercato su un comportamento analogo da parte della Bce.
Ad oggi, tuttavia, è quanto meno improbabile che vengano attuate nuove misure di allentamento già nella prossima riunione di settembre, a meno che le proiezioni sull'inflazione non diventino ancora pù negative. Gli economisti prevedono un'altra espansione del programma di acquisti pandemico, ma solo più avanti nel corso dell'anno.