Lo spread ha chiuso la giornata in calo a 136,04 punti base, nonostante gli investitori temono nuovi ostacoli che potrebbero portare a un rinvio del Recovery Fund dell'Ue, aumentando cosi' le necessità di finanziamento dei singoli Paesi.
Secondo quanto riferito, i diplomatici tedeschi stanno tentando di risolvere le controversie tra i leader dell'Ue sulla governance del fondo da 750 miliardi di euro concordato a luglio. Il fatto che il fondo non venga semplicemente implementati attirerà ancora una volta l'attenzione del mercato sulla discordia all'interno dell'Ue e potrebbe significare che non sarà pronto per essere utilizzato come previsto dal primo gennaio in avanti.
Sul fronte macro, l'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona definitivo di settembre si e' attestato a 53,7 punti, in aumento dai 51,7 punti di agosto. Il dato è in linea con la stima preliminare a 53,7 punti, ed evidenzia una continua ad accelerazione della ripresa del settore manifatturiero dell'Eurozona.
Gli esperti sottolineano come anche i nuovi ordini e le esportazioni hanno registrato un incremento più rapido, indicando finalmente una crescita cospicua della domanda. Di conseguenza, è lecito attendersi che i tagli occupazionali diminuiranno.
Nel frattempo, i membri del board della Bce hanno espresso posizioni contrastanti riguardo la diminuzione del target di inflazione. Secondo De Guindos, in ogni caso, l’istituto farà il massimo per garantire che ogni obiettivo venga raggiunto, incluso un eventuale ampliamento del Pepp. Tuttavia, questa eventualità rimane oggi di secondaria importanza, come ha sottolineato lo stesso vicepresidente della Bce, che ritiene adatti e consoni gli stimoli gin qui attuati, senza la necessità di aumentarli.