Continua il calo nei rendimenti dei Btp italiani, con il mercato ancora galvanizzato dall'effetto della nomina di Draghi come Primo Ministro italiano. Lo spread Btp/Bund ha chiuso la seduta in decisa contrazione, a 95 punti base circa, tre in meno rispetto alla chiusura di venerdì.
Il mercato ha aperto la settimana in un contesto di miglioramento della propensione al rischio, mentre continua a rimanere tonica la carta italiana, grazie agli sviluppi positivi nella formazione di un governo Draghi, con lo spread che ha toccato nuovi minimi da ottobre 2015. Nelle scorse giornate quasi tutti i partiti si sono detti disponibili a supportare la nascita di un esecutivo guidato dall'economista ed ex banchiere centrale, rimuovendo un'altra parte di incertezza politica dallo scenario.
Gli analisti prevedono che lo spread di rendimento Btp/Bund a 10 anni terminerà l'anno a livelli decisamente più bassi di quelli attuali. L'obiettivo degli esperti delle banche di investimento per la fine del 2021 è un livello di differenziale Btp/Bund a 10 anni di 80-85 punti base, forte del fatto che gli spread italiani dovrebbero continuare a beneficiare di una dinamica di offerta netta negativa e di una strategia di finanziamento ben gestita e proattiva
I dati sulla produzione industriale tedesca per dicembre, piatti su base mensile, hanno lasciato i Bund tedeschi impassibili. Secondo gli analisti, potrebbero iniziare a palesarsi alcuni venti contrari per i Bund, destinati a rimanere vulnerabili nel breve termine.