Giornata poco mossa sul mercato obbligazionario europeo, con il sentiment che rimane all'insegna della cautela in mancanza di forti catalizzatori dopo la riunione della Federal Reserve, che non ha visto nuove azioni concrete da parte della banca centrale americana. Lo Spread ha chiuso a 145,54 punti base, +0,57 punti.
In tema di politica monetaria, secondo gli esperti, la Bce ha margine per fornire impulsi più significativi alle economie della zona euro, anche se l’assetto dell’istituto centrale sembra ad oggi più orientato ad una politica reattiva piuttosto che proattiva. Con un'Eurozona più forte, a partire dall'accordo storico del 18 luglio sul Recovery Fund e l'inizio dell'emissione congiunta a partire dal 2021, la Bce dovrebbe assumere un ruolo guida nella definizione delle politiche delle banche centrali.
Per gli analisti, vi saranno altre disposizioni che verranno presto attuate, dal taglio del tasso di deposito all'aumento del multiplo sui requisiti minimi di riserva bancaria, a una migliore protezione del sistema bancario dal sistema punitivo del tasso di deposito negativo, fino alla promozione della prosecuzione del programma Pepp nel 2021.
Inoltre, lo spazio per un rialzo dei rendimenti del Bund tedesco nel resto del 2020 sembra alquanto limitato, data l'incertezza su come progredirà la pandemia di coronavirus. Gli esperti si aspettano quindi che i tassi di finanziamento del Bund rimangano nella regione del -0,40% fino alla fine dell'anno. Le elezioni presidenziali statunitensi e le trattative sulla Brexit apparentemente senza fine hanno anche il potenziale per causare considerevole incertezza sui mercati finanziari: in questo contesto, è probabile che i Bund rimangano un rifugio sicuro.