L'Italia ha approfittato dello slancio positivo sui titoli di Stato innescato dalla formazione di un nuovo governo guidato da Mario Draghi, ex presidente della Banca centrale europea, collocando 14 miliardi di euro in una transazione obbligazionaria a doppia tranche. Il Mef ha emesso 10 miliardi di euro di Btp in scadenza ad agosto 2031 e 4 miliardi di euro di Btpei indicizzati all'inflazione al maggio 2051, secondo quanto riferito da una delle banche lead manager a Dow Jones Newswires.
Tale livello porta l'emissione annuale a circa il 18% del totale previsto. Le dimensioni del libro ordini finale sono inferiori a quelle indicate prima della chiusura, superiori rispettivamente a 110 miliardi di euro e 24 miliardi di euro, ma può accadere spesso che gli investitori presentino una domanda maggiore di quella che vogliono realmente acquistare per assicurarsi di ottenere l'allocazione che sperano.
I titoli di stato italiani hanno registrato ottime performance da quando il presidente Sergio Mattarella ha incaricato Draghi di formare un nuovo governo all'inizio di febbraio, con lo spread Btp-Bund a 10 anni scambiato a minimi pluriennali intorno a 90 punti base, rispetto a circa 113 punti base prima che Mattarella chiamasse Draghi per discutere la formazione di un governo. Oggi lo spread ha chiuso in lieve allargamento a 91,9 punti base.
Lo spread sul Btp all'agosto 2031 è stato fissato a 4 punti base al di sopra del benchmark all'aprile 2031, mentre lo spread sul BTPei del 2051 è stato fissato a 22 punti base al di sopra del rendimento reale del Btpei al settembre 2041. Le banche lead manager della transazione erano Citi, Deutsche Bank, Goldman Sachs Bank Europe, Nomura e MPS Capital Services.