L’obbligazionario europeo ha chiuso la settimana con rendimenti in calo, in una seduta che non ha visto particolari catalizzatori specifici per i titoli di Stato dell'Eurozona. In scia a questo movimento il Btp decennale ha aggiornato il minimo storico di rendimento allo 0,725%, mentre lo spread ha chiuso in contrazione a 124,68 punti base, in ribasso di 3,49 punti.
Secondo gli analisti, ci sono diverse ragioni che spiegano i recenti minimi riportati dallo spread: in generale, la maggior parte degli spread creditizi sovrani dell'Eurozona si è ridotta, in primis grazie alle azioni messe in campo dalla Bce e al Recovery Fund. Inoltre, i bassissimi livelli assoluti dei tassi di interesse, uniti alla quasi certezza che il contesto di repressione finanziaria non svanirà nel breve periodo, portano a un incremento dell'interesse per qualsiasi obbligazione che mostri un certo premio rispetto ad asset che offrano rendimenti nettamente negativi.
Nell'attuale contesto, i titoli di Stato italiani hanno sovraperformato anche rispetto ad altri bond della periferia europea: questo è dovuto anche ad unì’apparente stabilità governativa, con le recenti elezioni regionali che ne hanno offerto una controprova non indifferente.
Titoli di Stato italiani che fanno gola all’estero, con gli investitori giapponesi che hanno acquistato un volume record di Btp italiani per il secondo mese consecutivo ad agosto. Gli acquisti sono stati pari a 524,7 miliardi di yen ad agosto, in aumento rispetto ai 372,7 miliardi di yen a luglio, il record precedente, e risultano guidati dall'aspettativa che i Paesi periferici come l'Italia sarebbero probabilmente grandi beneficiari del Recovery Fund e da una buona gestione della pandemia.