Spread in allargamento a 177 punti base nella giornata odierna, con il sentiment degli investitori che rimane cauto a causa del numero crescente dei casi di Covid-19. Mentre i mercati hanno già mostrato un netto miglioramento rispetto a marzo, grazie anche e soprattutto ad una perfomance positiva degli indicatori macroeconomici, un riacutizzarsi della pandemia potrebbe nuovamente mettere in ginocchio l’economia reale.
I rendimenti dei titoli di stato dell'Eurozona hanno proseguito la seduta in discesa, con i tassi reali decennali giù in quasi tutta l'area euro.
Secondo gli esperti, le azioni della BCE e della Commissione EU (in particolare l'espansione del programma Pepp e il Recovery Fund) limiteranno qualsiasi possibilità di aumento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Addirittura, per alcuni analisti, lo Spread potrebbe scendere fino a 150 punti base, una previsione impensabile fino a pochi mesi fa considerando i valori che esso aveva raggiunto nel picco di marzo. Tale analisi sarebbe giustificata alla luce del fatto che il capo economista della Banca Centrale Europea Philip Lane ha da poco ribadito che la BCE considera il Pepp come il suo strumento più potente per combattere le ricadute del coronavirus, con una particolare attenzione che sembra diretta a ridurre il rendimento sovrano medio dell’area euro.
Nel frattempo, proprio dalla stessa BCE hanno manifestato la volontà di rendere pubblici dei documenti confidenziali usati nelle riunioni del Consiglio direttivo, al fine di smentire le accuse della corte Costituzionale tedesca confermando la proporzionalità e l’analisi costi-benefici riguardanti le decisioni di politica monetaria dell’Istituto, preannunciando un nuovo round di una battaglia sempre più aspra.