Uno spread contratto nella giornata di oggi chiude a 152,96 punti base (-1,04) grazie ancora una volta al Recovery Fund, che dopo essere stato approvato nella nottata tra lunedì e martedì tiene ancora banco sui mercati e inietta ulteriore fiducia tra gli investitori. Secondo le previsioni degli analisti, gli spread tra la periferia e i Paesi core dell'Unione Europea potrebbero ridursi nel tempo per due ragioni: innanzitutto, poiché tutti i Paesi stanno garantendo il nuovo debito, riducendo il rischio di credito, e in secondo luogo poiché se i 750 miliardi di euro verranno messi a buon frutto risulteranno in una crescita economica, abbattendo il rischio di solvibilità. Alla luce di tali analisi, per alcuni esperti è probabile che il restringimento degli spread prosegua sino a scendere persino al di sotto dei minimi precedenti di 90 punti base.
L’impressione è che nonostante tale misura sia stata posta in atto per opporsi agli effetti della crisi e abbia dunque una misura temporale limitata, essa si presta a diventare una parte permanente dell'architettura dell'Unione Europea. Inoltre, emettendo debito sul mercato su ampia scala, l'UE fornirebbe alla BCE e agli investitori un nuovo strumento di riferimento liquido e denominato in euro, a beneficio dello status dell'euro come valuta di riserva. Il consenso politico nella creazione del fondo rappresenta inoltre un importante passo avanti per la zona euro e sosterrà la stabilità economica e finanziaria a lungo termine. Per tale motivo, l’impressione è che la fiducia sui mercati rimarrà tale almeno fino all’attuazione del piano, momento clou nel quale si potrà verificarne davvero l’efficacia reale.